Mattone, ripresa sempre troppo lenta

La Prealpina - 28/06/2017

«Una volta era “casa dolce casa” sia per chi comprava sia, soprattutto, per chi vendeva e costruiva. Poi è arrivata la crisi che ha travolto il settore dell’edilizia e, oggi, nonostante il Pil sia tornato stabilmente al segno “più”, “il nostro settore non sta crescendo». Lo ha affermato Gabriele Buia, presidente di Ance nazionale che, ieri pomeriggio, era fra i relatori dell’incontro “Guidare il cambiamento, il ruolo della responsabilità nelle organizzazioni”, organizzato dopo l’assemblea provinciale dell’Associazione costruttori edili. In via Cavour, quindi, si è parlato di un presente complicato e di un futuro nebuloso poiché, nel comparto del mattone, la ripresa non ha proprio le fondamenta in calcestruzzo: «Siamo al palo – ha affermato ancora Buia – oppure la crescita è lenta. Certo, ci sono situazioni di eccellenza, come Milano, ma nel resto del Paese si registrano movimenti fra privati legati soprattutto alle compravendite. Ma ciò non crea valore aggiunto o occupazione». E domani? «Certo – ha aggiunto Buia, durante il dibattito moderato dal direttore provinciale Juri Franzosi – nell’ultima legge di bilancio si è stanziato il 23% in più sugli investimenti in opere pubbliche. Ma da qui ad aprire i cantieri, passerà molto tempo. Purtroppo siamo bloccati dalla burocrazia, basti pensare che sono fermi 11 miliardi di euro perché fra ministero e Anas non si riesce a firmare il contratto e ci sono voluti otto mesi per registrare una delibera del Cipe alla Corte dei conti». E mentre passano le settimane e gli anni, le piccole e medie imprese italiane soffrono. Intanto, come testimoniato dal sindaco Davide Galimberti, sindaco di Varese, si spera che nel capoluogo possa avere una velocità diversa l’investimento più grande previsto per i prossimi anni, vale a dire, il progetto stazioni dove l’edilizia, chiaramente avrà un ruolo di primo piano, sia sulla parte pubblica che su quella privata.

Ma se l’edilizia non riparte, Ance, come da tradizione portata avanti anche dal presidente provinciale Orlando Saibene, riesce a compiere un’analisi autocritica: «Se in un momento così favorevole – ha aggiunto Filippo Delle Piane, vice-presidente nazionale con delega all’edilizia e al territorio – con tassi e prezzi bassi e banche disposte a elargire mutui alle famiglie, il mercato non riparte, è anche perché non siamo bravi a comunicare con l’utente. Deve assolutamente passare il messaggio per cui, com’è nella realtà, il nuovo vale nettamente di più di un usato su cui, poi, si deve spendere per ristrutturare. Purtroppo invece capita che tutti sanno quali sono i pregi e i difetti fra auto, lavatrici o altri oggetti, ma sugli immobili si conosce poco e si compiono anche scelte sbagliate».