Mattone in netta ripresa Lombardia “pigliatutto”Fatturato da 13 miliardi

La Prealpina - 16/06/2016

Per chi fa business con la compravendita di immobili, la Lombardia è una sorta di Paese di Bengodi. Un’esagerazione? Mica tanto. Il settore è in grado di generare affari per più di 13 miliardi di euro l’anno. In soldoni, il 40% dell’intero mercato degli immobili nazionale si fattura proprio sul territorio lombardo. Ad un giro di affari del mattone di questa portata non poteva che corrispondere un comparto all’altezza della situazione. E, in effetti, a leggere le ultime elaborazioni del centro studi di Camera di Commercio di Milano, le imprese immobiliari lombarde sono 68 mila, vale un terzo del numero totale di agenzie sparse in giro per la Penisola. A Varese e provincia se ne contano oltre 6 mila, come nelle province di Bergamo e Monza-Brianza. Di più ce ne sono solo a Bergamo (8 mila imprese) e, ovviamente, a Milano e nella sua città metropolitana (30 mila). Gli addetti? Venticinquemila a Milano, 4 mila a Brescia, 3 mila a Bergamo e Monza-Brianza, poco più di 2 mila a Varese. Il comparto ha tirato la cinghia per un bel po’, complice la crisi mondiale. Ultimamente, però, il mercato immobiliare è in ripresa.

Le compravendite nel 2015 sono aumentate consolidando il recupero iniziato nel 2014. Il 2015 ha segnato un incoraggiante aumento del volume di affari del 9%. È quanto si legge nel Rapporto immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’Abi per il settore residenziale: «Nel 2015 il mercato delle abitazioni, dopo la lunga e ripida discesa osservata dal 2007, sembra essere tornato su un sentiero di crescita con 449mila transazioni che hanno confermato e superato il dato dell’anno precedente: 421mila (+6,5%). Un dato ancora lontano dal picco di 877 mila toccato nel 2007».

A sostenere la ripresa, il trend positivo relativo all’indice di “affordability”, cioè la possibilità, calcolata dall’Abi, delle famiglie di comprare casa indebitandosi. A fine dicembre 2015 la dinamica positiva era principalmente dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui, mentre continuava ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile. Insomma – continua il rapporto -, nonostante il mercato mostri ancora «livelli lievemente inferiori a quelli della fine degli anni Ottanta, il dato del 2015 ha comunque consolidato il trend positivo riscontrato già nel 2014». Le cause della ripresa del mercato residenziale? «In primo luogo, per un bene d’uso come l’abitazione oltre certi livelli è difficile scendere», anche perché le necessità di acquisto per quanto rinviabili, rimangono. In secondo luogo «la complessa congiuntura economica inizia a dare segnali, seppure non esaltanti, di ripresa che si riflettono, in particolare, sui diversi indicatori che misurano la fiducia delle famiglie». Infine, «i tassi di interesse sono ulteriormente diminuiti ed il credito delle banche è aumentato». Tuttavia, a fare da pendant è un’inarrestabile discesa dei prezzi: il valore degli scambi a livello nazionale ha raggiunto 76 miliardi, crescendo del 5,4%, meno della variazione delle compravendite.