Matrimonio in bianco

La Prealpina - 10/04/2020

Ci può essere qualcuno preoccupato almeno tanto
quanto le spose che tra aprile e
maggio avrebbero dovuto indossare il loro abito bianco, pronunciare
il fatidico Sì e festeggiare con amici e parenti, e ora si ritrovano con
tutti i programmi annullati? Una risposta c’è. A vivere il loro stesso
dramma sono tutti i titolari di attività che compongono il settore del
“wedding”. Basti pensare che in
Italia il giro di affari, l’anno scorso,
aveva toccato i dieci miliardi di euro. In questi due mesi, e probabilmente almeno fino a settembre, invece, gli incassi sono pari a zero.
«È chiaro che tutti i matrimoni programmati per aprile, maggio e giugno sono stati sospesi – spiega Rita
Fabris, , wedding planner che opera tra le province di Varese, Como
e in Canton Ticino – ed è altrettanto
evidente che tutti i fornitori erano
già stati non solo contattati ma anche in parte pagati con il versamento della caparra. Io consiglio a tutti
di sospendere l’evento e non di annullarlo completamente. Si tratta
di spostare la data». Certo a oggi,
con l’incertezza totale del momento, fissare un nuovo giorno non è
semplice. E non è nemmeno semplice gestire il rapporto con i fornitori che si ritrovano a secco con i
fatturati e faticano anche a restituire le caparre incassate in precedenza. La parola chiave dovrebbe essere elasticità, da entrambi i fronti.
«Bisogna prendere in mano i contratti – spiega Fabris – e analizzare
nel dettaglio gli accordi presi. L’obiettivo è provare ad arrivare a un
punto di incontro che possa soddisfare entrambe le parti. Arrivare a
impugnare i documenti mettendo
di mezzo un avvocato non conviene a nessuno». Il nodo caparra non
è da sottovalutare, anche perchè è
chiaro che i fornitori dei servizi da
cerimonia, di fatto, rischiano di
perdere due stagioni. Chi ha fissato
le nozze a settembre, oggi, non disdice nulla e spera di andare all’al –
tare. Ma qualche cambiamento dovrà essere comunque apportato per
ottemperare alle regole di sicurezza sanitaria che con tutta probabilità proseguiranno anche nei prossimi mesi. I banchetti con 100 invitati, ad esempio, potrebbero essere tagliati a 50 partecipanti per
poter rispettare il distanziamento
sociale. «Dobbiamo anche dire –
prosegue Fabris – che nei prossimi
mesi bisognerà fare attenzione anche ai ritocchi dei prezzi. Da questo punto di vista, scegliere fornitori di casa nostra può sicuramente
aiutare gli sposi».