Materie plastiche, area chimica e tessile L’industria varesina è ancora da podio

La Provincia Varese - 22/12/2017

Nonostante tutto ciò che ha passato con gli anni della crisi che non ha risparmiato anche il nostro territorio l’industria varesina è ancora da podio. In più di un comparto: terza provincia in Italia per numero di addetti nel settore gomma e materie plastiche, quarta nel chimico e farmaceutico (terza solo nel chimico), ottava nel tessile, abbigliamento e moda (quarta solo nel tessile) e ottava anche nel metalmeccanico. Ma queste sono soltanto alcune delle classifiche nelle quali l’industria varesina riesce a primeggiare a livello nazionale come racconta un’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali varesina. Vediamo qualche dettaglio in più. Guardando alle nicchie produttive d’eccellenza, la provincia varesina si classifica ai primi posti in ben 27 comparti e in sette è addirittura da podio. Varese risulta essere medaglia d’oro e, dunque, primo distretto produttivo per numero di addetti, nei comparti delle produzioni di articoli in materie plastiche e in quello denominato “altre industrie tessili” tra cui rientrano il tessile casa e i tessuti a maglia. La medaglia d’argento arriva, invece, per l’aerospazio e i generatori di vapore. Gradino più basso del podio per quanto riguarda il finissaggio dei tessuti, i prodotti chimici di base (come fertilizzanti e composti azotati), la gomma sintetica e gli apparecchi per uso domestico. All’interno del tessuto manifatturiero locale del Varesotto a spiccare come cuore pulsante e primo comparto per numero di addetti è la meccanica varia (che si ritaglia la quota del 15,3% sul totale dei dipendenti dell’industria della provincia) per un valore assoluto di 13.748 lavoratori impiegati. Seguono rispettivamente al secondo e terzo posto il tessile, abbigliamento, pelli (15%) con 13.403 addetti e il settore delle macchine e degli apparecchi (14.9%) per 13.354 dipendenti. Quarta e quinta posizione, invece, per plastica e gomma (11,3%) che impiega 10.115 addetti e il settore dei computer e degli apparecchi elettrici (9,6%) che conta 8.570 dipendenti. Dall’analisi dei trend, spiega l’Ufficio studi di Univa «risulta evidente che la crisi finanziaria del 2007-2009 ha avuto un impatto significativo sulla struttura produttiva del territorio: le dinamiche di lungo periodo (2007-2015) a cui si è assistito, sia in termini di unità locali, che di addetti, risultano particolarmente negative, con il settore manifatturiero che ha subito le maggiori perdite. Tuttavia, guardando all’evoluzione nel tempo dei dati di struttura, si può notare un contenimento della discesa dopo il primo impatto della crisi. Questo trend, che già si intravedeva nel 2015, dimostra come a livello strutturale il sistema industriale manifatturiero varesino abbia sofferto, ma allo stesso tempo le imprese che sono state in grado di innovare, di incrementare la propria apertura internazionale e di riposizionarsi nelle catene globali del valore, siano riuscite ad arginare gli effetti della crisi, creando i presupposti per una ripartenza e confermando, comunque, i propri primati a livello nazionale».