Masterplan, Via libera

La Prealpina - 07/06/2022

 Fino all’ultimo Regione Lombardia ha tenuto aperta la porta al Parco del Ticino che, però, alla fine ha deciso di defilarsi. Così, il protocollo d’intesa che dà il semaforo verde alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto di Masterplan Malpensa 2035 redatto da Enac e soprattutto al Piano di sviluppo a esso correlato è stato sottoscritto, dopo gli ultimi aggiustamenti, ieri, poco dopo le 12.30, al trentanovesimo piano di Palazzo Lombardia da tutti gli altri soggetti coinvolti in una trattativa-confronto che andava avanti ormai dall’autunno scorso.

I vertici della Regione – cioè il governatore Attilio Fontana e gli assessori all’Ambiente e alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo e Claudia Terzi -, l’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini, il direttore centrale Programmazione Economica e Sviluppo Infrastrutture di Enac, Claudio Eminente, il vicepresidente della Provincia di Varese, Alberto Barcaro e soprattutto loro, i nove sindaci che fanno capo al Consorzio Urbanistico Volontario di Malpensa, i Comuni inevitabilmente pi toccati dal Piano, a cominciare dal presidente di turno e sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassano.

«Questo è un risultato di cui siamo soddisfatti perché si propone di trovare un equilibrio tra lo sviluppo e la sostenibilità», ha dichiarato il presidente Fontana, soddisfatto che abbia prevalso il metodo di Regione Lombardia, e cioè «ascoltare e cercare di capire le ragioni di tutte le parti coinvolte, mettere a confronto le esigenze e poi fare sintesi». Nel dettaglio, lo sviluppo futuro di Malpensa passerà dallo sviluppo del settore cargo e dall’espansione verso Sud del sedime aeroportuale, in territorio di Lonate Pozzolo, con un’occupazione di oltre 44 ettari di nuovo suolo (il piano originario ne prevedeva più del doppio). Sea e Enac, in compenso, attueranno progetti di compensazione e di riequilibrio ambientale che si tradurranno con la restituzione di una trentina di ettari, ora parte integrante dello scalo della brughiera.

Alla Regione spetterà la corretta applicazione dell’accordo di programma che ha al suo interno un gran numero di opere infrastrutturali nei Comuni di Malpensa. Protocollo d’intesa alla mano, Regione Lombardia entro luglio invierà al Ministero della Transizione Ecologica il proprio parere favorevole alla Valutazione d’impatto ambientale. Per il via libera del Ministero dell’Ambiente bisognerà attendere fine anno.

«Ho apprezzato molto lo spirito fortemente responsabile con cui i sindaci sono stati al tavolo – ha chiosato l’assessore Cattaneo -. Per i sindaci sarebbe stato molto più comodo mettersi dalla parte del dissenso e sul loro territorio avrebbero raccolto probabilmente più voti. Però poi avrebbero davvero fatto l’interesse del loro territorio? Io credo di no. Malpensa è la prima azienda del territorio e anche la prima opportunità di lavoro e di sviluppo per il territorio».

I sindaci: «Abbiamo scelto di decidere»

«Noi sindaci del Cuv siamo convinti di aver fatto un buon lavoro. Abbiamo scelto di decidere, cosa non scontata per chi fa politica, e di assumerci le responsabilità per tutti gli atti che abbiamo firmato». Proverà anche a minimizzare il suo ruolo di presidente pro tempore del Consorzio Urbanistico Volontario («abbiamo una turnazione semestrale», ricorda), tuttavia Dimitri Cassani, sindaco di Casorate Sempione, si dimostra ben consapevole dell’importanza delle firme sue e degli altri otto colleghi dei Comuni dell’area interessata dal sedime aeroportuale rispetto al via libera alla Valutazione dell’impatto ambientale legata a doppio file al Masterplan di sviluppo di Malpensa da qui al 2035.
«L’aspetto saliente di questo accordo è quello di essere riusciti a raggiungere un punto di caduta che ha messo assieme interessi economici e tutela dell’ambiente. A nostro giudizio, abbiamo cercato di ottenere il più possibile. Abbiamo trovato un punto di incontro mai raggiunto in passato e se questo è successo è perché i sindaci hanno fatto un lavoro immenso e rinunciato in certi casi a interessi contrapposti», va oltre nella sua analisi Cassani, che il prossimo mese passerà il testimone della presidenza del consorzio al nuovo sindaco di Ferno. E adesso? «Adesso con la stessa determinazione che abbiamo perseguito per raggiungere questo storico accordo, noi sindaci del Cuv vigileremo affinché siano mantenuti e portati avanti tutti gli impegni relativi alle opere di riqualificazione ambientali e ai diversi interventi infrastrutturali. In altre parole, chi ha firmato dimostri passare dalle parole ai fatti», spiega il sindaco Cassani. Che “apre” alla controparte Sea: «Fa piacere notare che si respiri un clima di fiducia. Non sarebbe male riuscire finalmente a superare gli scetticismi del passato nei confronti di chi è chiamato a investire sul territorio». Spettatore sulla scelta del Parco del Ticino di defilarsi in extremis dall’accordo («non sta noi giudicare le loro scelte», taglia corto), il presidente del Cuv guarda con interesse alle prospettive occupazionali: «Lo sviluppo del settore cargo permette di prospettare ritorni importanti per chi vive sul nostro territorio».