Masterplan, proroga in vista grazie a errore del ministero

La Prealpina - 10/09/2020

La tanto attesa proroga dei termini per la presentazione delle osservazioni riguardanti il Masterplan di Malpensa potrebbe arrivare fuori tempo massimo. Il tutto grazie ad un cavillo tecnico riguardante il mMinistero dell’Ambiente, dal quale alcune realtà piemontesi non hanno ricevuto la documentazione.

LOMBARDIA SÌ, PIEMONTE NO

Un errore che fornirebbe un assist inatteso alla sponda lombarda, ieri presente compatta alla videoconferenza organizzata con i funzionari della segreteria tecnica del ministero. Doveva essere un incontro interlocutorio, un modo per presentare le varie osservazioni giunte dalle varie realtà. Invece le amministrazioni e gli enti presenti all’incontro organizzato dal M5S (26 comuni in tutto) hanno in apertura scoperto che la richiesta da loro avanzata senza fortuna potrebbe essere invece accolta dopo le recriminazioni del Piemonte. Se infatti la sponda lombarda poneva la richiesta di un rinvio della scadenza del 5 settembre su basi politiche, alla luce del periodo estivo e dell’impossibilità di poter produrre adeguata documentazione, oltreconfine si è evidenziata l’esclusione dall’invio della documentazione: nello specifico, Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) non avrebbe indicato al ministero dell’Ambiente tutti quei comuni oltreconfine “portatori di interessi” nei confronti dello sviluppo di Malpensa. Questo cavillo tecnico offrirebbe quindi tempo in più anche a tutte le realtà lombarde che lo chiedevano.

 

RIAPERTURA POSSIBILE OFFRE SERENITÀ

Come confermano tutti i partecipanti alla videoconferenza di ieri, la possibilità di una riapertura dei termini – consistente in 60 giorni dalla ripubblicazione dello studio di impatto ambientale – fornirebbe quel tempo aggiuntivo richiesto a gran voce. Spiega Roberto Nerviani, sindaco di Vizzola Ticino e presidente di turno del Cuv: «Con tutta probabilità avremo l’ufficialità di quest’ottima notizia. Se così fosse tutti i cittadini potrebbero presentare proprie osservazioni, come accadde con il vecchio Masterplan che venne bocciato proprio sulla base di quelle osservazioni. Noi come Cuv ci eravamo mossi con una delibera congiunta, dando parere negativo. Qualcuno aveva già presentato documenti più specifici, come Lonate e Ferno, altri erano in itinere. Parlavamo di integrazione ma pare ovvio che se i termini venissero riaperti prenderebbe tutto un’altra piega». Attende la fumata bianca anche la Rete dei Comitati Malpensa che, attraverso Jimmy Pasin, parla di una «notizia che potrebbe aprire una fase più serena» dopo il lavoro frenetico che ha portato al 5 settembre.

 

M5S: IMPORTANTE DARE VOCE
AL TERRITORIO

Canta vittoria l’organizzatore dell’incontro, il deputato varesino del M5S Niccolò Invidia, coadiuvato dal grillino di Saronno Massimo Uboldi. «È stato un momento importante soprattutto dopo la tensione delle scorse settimane, che ha permesso di dar voce ai rappresentanti dei territori interessati dal Masterplan 2035 di avere congrue risposte dal ministero sull’iter che verrà utilizzato per la proroga e per la Via. È doveroso valutare attentamente tutti gli aspetti, ora attendiamo una risposta dal ministero».

 

OSSERVAZIONI VARALLO POMBIA

Entro i limiti ora messi in dubbio si era espresso anche il Comitato di Varallo Pombia, ponendo l’attenzione proprio sull’esclusione delle realtà non lombarde: «Gli aspetti sui quali abbiamo focalizzato la nostra attenzione», dicono i piemontesi, «hanno riguardato l’illegittimità della procedura di Via in danno di tutti gli enti territoriali piemontesi, ma anche sulla carenza di presupposti di legge e di documenti determinanti ai fini della presentazione del Masterplan stesso».