Masterplan Malpensa – Lonate vuole l’alternativa giusta

La Prealpina - 30/03/2022

ice con estrema serenità il sindaco Nadia Rosa: «Devo guardare a 360 gradi tutti gli aspetti del Masterplan che ricadono sul territorio e sul Comune». Perché, alla fine, il nodo da sciogliere è lì e l’alternativa giusta (a esempio, procedere a lotti supercontrollati) in grado di togliere l’ultimo sigillo al «sì» deve giungere lì. A Lonate Pozzolo. Sul cui suolo sono previsti i 45 ettari di crescita della Cargo City che sono il fulcro dello sviluppo di Malpensa programmato da qui al 2035. È su quel pezzo di terra, fuori dall’attuale perimetro gestito da Sea, che si gioca il futuro dell’ex hub e del rapporto tra la stessa società di gestione e il Consorzio urbanistico volontario che riunisce le nove municipalità dell’intorno aeroportuale. Ed è lì, a Lonate, una delle tre (con Ferno e Somma Lombardo) sulle quali si distende il sedime, che la decisione del Cuv deve avere il definitivo nullaosta. Al momento in sospeso. Ma non escluso. «Se la porta fosse sbarrata, non andrei nemmeno alla riunione del 4 aprile», aggiunge Rosa, ricordando l’appuntamento a Palazzo Lombardia. «Inoltre, le istituzioni non sono i comitati. Io guardo tutto. Tutte le possibili ricadute. Ambiente e occupazione. Non un solo aspetto».

Insomma, la valutazione è in corso. Attenzione, però, giusto per evitare fraintendimenti è bene specificare subito che il sindaco non intende pesare più dei colleghi. Infatti, sottolinea che la sua posizione è quella unitaria manifestata all’incontro in Regione e rimarcata nell’ultimo comunicato del Consorzio. Quello del 16 marzo scorso che ha fatto capire come, a differenza del passato, l’intesa si può trovare, ma occorre appunto sciogliere il nodo dei 45 ettari fuori sedime. Concetto riassumibile in una frase: «Ogni eventuale sviluppo di Malpensa non potrà che essere equilibrato e sostenibile».

Allora? Lonate ci sta o no? Dall’assemblea pubblica di lunedì, aperta proprio da Rosa, la risposta non emerge. In più ci sono due elementi fondamentali. Il primo è che meno di così Sea non può pianificare lo sviluppo e dalla sua parte ha le associazioni di categoria della provincia di Varese che vedono nell’aeroporto un riferimento essenziale. Il secondo è che sul fronte dell’occupazione e delle compensazioni il Cuv è già convinto e, sebbene l’unitarietà non venga mai messa in discussioni, naturalmente per qualche Comune la crescita della Cargo City non può essere considerata impattante.

«La serata non ha cambiato nulla», assicura la prima cittadina lonatese, riferendosi all’assemblea pubblica (articolo qui a lato). «Il nostro intento era informare sul punto in cui siamo e sui documenti». Quindi? «Resta il nodo, fondamentale, dell’espansione a sud. Ed è una posizione condivisa dall’intero Cuv. Gli incontri con Regione e Camera di Commercio continuano».

In questi giorni ce ne sarà uno informale e poi lunedì ci sarà quello ufficiale. Appuntamento se non decisivo, almeno indicativo. Anche perché il ministero della Transizione ecologica non può attendere all’infinito per esprimersi sulla Valutazione di impatto ambientale e Palazzo Lombardia, fino a quando i Comuni non danno l’ultima parola, non fornirà il proprio parere. Questo sì pesantissimo.

In concreto, come ci arriverà Lonate? «È chiaro: io preferisco che non si faccia nulla», conclude Rosa. «Ma stiamo cercando di capire quali possano essere le alternative. Per esempio, procedere a lotti e valutare l’effettiva necessità della crescita momento per momento». Appunto.