Marsico scettico sulla Zes «Qui il Governo non la fa»

La Prealpina - 01/12/2017

A Potrebbe essere tra le soluzioni che, in modo sostanziale, ripaghino i Comuni di Malpensa dalla difficile, sempre conflittuale convivenza con l’aeroporto. Si chiama Zes, zona economica speciale, un’area che prevede agevolazioni e semplificazioni fiscali e burocratiche. Se n’è parlato lunedì al convegno organizzato in un hangar della Sea. Tema: il futuro del trasporto merci via aerea. Alla presenza del ministro Graziano Delrio e del governatore lombardo Roberto Maroni, Stefano Paleari, un esperto del Mit, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ne ha fatto esplicito cenno nelle conclusioni di uno studio sulle azioni per il rilancio del cargo aereo. Il relatore ha appunto ipotizzato l’istituzione delle Zes negli scali «A maggiore vocazione cargo o immediatamente a ridosso degli stessi, anche nelle aree del Mezzogiorno ove è possibile stimolare una filiera del trasporto aereo merci oggi poco attrattiva».

Chi più di Malpensa è oggi a “vocazione cargo”? I dati dell’attività specifica sono già impressionanti, destinati a raddoppiare nel giro di qualche anno. E con l’incremento esponenziale delle merci in arrivo e in partenza dalle piste delle brughiera, cresceranno i disagi. Traffico aereo e veicolare, inquinamento ambientale, rumore. Basti pensare alla necessità per i cargo di volare nelle ore notturne. La Zes non risolve i problemi, ma perlomeno potrebbe addolcirli, favorendo sia le amministrazioni civiche sia i settori produttivi e del terziario. A patto che, quell’inciso relativo al Mezzogiorno, ripreso nella nota ufficiale diffusa dal Mit a margine del convegno di lunedì, non riservi sorprese: c’è chi prevede un occhio particolare a favore degli aeroporti del Sud. Che al trasporto via aerea devono ancora approdare in modo consistente. E hanno bisogno di una spintarella. Preoccupazione eccessiva? Può essere. Sta di fatto che per la Zes a Malpensa si è battuto nel recente passato Luca Marsico, consigliere regionale di Forza Italia. Dopo aver fatto votare nel 2014 all’assemblea del Pirellone una proposta a favore delle Zone economiche speciali per le aree di confine, proposta impantanata a Roma, Marsico ha ottenuto di inserire un emendamento alla risoluzione per l’autonomia regionale, approvata all’inizio di novembre. In essa si chiede che vengano presi in considerazione i territori a corollario dei sedimi aeroportuali. Emendamento che trasforma una richiesta pro-Zes in una materia ufficiale di discussione tra Regione e Governo in funzione dell’autonomia. Risultato raggiunto? Neanche per sogno.

«Le volontà sono politiche e questo governo a tradizione Pd non pare intenzionato a varare le Zes, quanto meno qui da noi» commenta Luca Marsico.

Il fatto che la sua proposta del 2014, votata a maggioranza dal consiglio regionale, non abbia trovato sbocchi in sede parlamentare qualcosa vorrà pur dire. E non certo in senso positivo. Un motivo di irritazione ulteriore per i Comuni di Malpensa, che già si sono visti scippare la gran parte dei fondi della tassa d’imbarco, utilizzati quasi per intero per Alitalia e per pagare una serie di servizi interni agli aeroporti italiani e, di più, sono in attesa che venga loro concessa l’Iresa, la tassa sul rumore. Balzello di competenza regionale che, per imprescrutabili motivi tecnici e politici, non è ancora stata applicata. Di modo che, ai paesi dirimpettai di Malpensa siano riservate le briciole. Poi, per carità, il volano economico e occupazionale di un aeroporto intercontinentale, in costante sviluppo, significa anche lavoro, ricchezza e benessere. Che avrebbero ben altro valore se arrivassero equi indennizzi per i disagi che devono essere sopportati ogni giorno e che, ogni giorno, diventano sempre più pesanti.