Maroni, slitta il processo Scoppia la bufera politica

La Provincia Varese - 06/05/2016

Legittimo impedimento al processo Maroni, è bufera politica sulla candidatura del governatore di Regione Lombardia a capolista a Varese. Lui si fa una risata, ma gli avversari attaccano: «Inaccettabile – l’affondo di Alessandro Alfieri (Pd) – ora non utilizzi strutture e risorse nella sua disponibilità di governatore per fare campagna elettorale a Varese». Roberto Maroni è candidato alle amministrative e il tribunale di Milano accoglie la richiesta di rinvio e sospensione del processo in cui Roberto Maroni è accusato di induzione indebita e turbata libertà di scelta del contraente per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a due ex collaboratrici. Scoppia la polemica, ma Maroni, fanno sapere da Palazzo Lombardia, si è fatto una risata e ha fatto capire che proprio questa polemica lo farà impegnare ancor di più su Varese per far vincere Paolo Orrigoni e per risultare il più votato in termini di preferenze. In realtà, da quanto filtra dallo staff del governatore, il legale di Maroni Domenico Aiello avrebbe richiamato nella sua istanza sia i diritti all’elettorato attivo e passivo che la delibera dell’Agcom sulla par condicio in periodo elettorale. La notizia ha provocato la sollevazione dei suoi oppositori in Regione, ma anche alle elezioni per Palazzo Estense. «Che il presidente di una Regione si candidi nel Consiglio comunale di un Comune capoluogo è davvero singolare e inopportuno, che usi il ruolo di candidato per rallentare ulteriormente un processo in corso è invece inaccettabile – il commento a caldo di Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd – ciò dà l’idea di una concezione alquanto discutibile del ruolo istituzionale. Ora, in quanto candidato, Maroni almeno abbia la correttezza di non utilizzare strutture, leve e risorse nella disponibilità di governatore per fare campagna elettorale a Varese. Su questo vigileremo e saremo inflessibili». Al Pirellone va giù pesante anche il Movimento Cinque Stelle: «Maroni ha usato l’ennesimo escamotage per sfuggire alla Giustizia come un Berlusconi qualsiasi – sostiene Gianmarco Corbetta – viene il legittimo sospetto che la sua candidatura a Varese sia stata utilizzata solo per ottenere l’ennesimo rinvio al suo processo». Interviene duramente anche il diretto competitor del Maroni candidato a Varese, il capolista del Pd Andrea Civati: «Maroni aveva dichiarato che la sua candidatura era un atto di amore per Varese. Ma quale atto di amore? All’inizio si pensava fosse semplicemente un salvagente per Orrigoni, oggi è emersa la verità, ancora peggiore: grazie alla candidatura a Varese, Maroni cerca una sorta di “immunità”, almeno temporanea. La nostra città è la scusa per rinviare il suo processo milanese».