Maria Attanasio è la vincitrice del Premio Chiara 2020

Varesenews - 19/10/2020

È Maria Attanasio con “Lo splendore del niente e altre storie” (Sellerio editore Palermo) la vincitrice del Premio Chiara 2020. «Vi ringrazio a nome di tutte le donne che racconto».

I nomi dei tre finalisti – Maria Attanasio, Ermanno Cavazzoni, Valerio Magrelli – sono stati svelati prima a Duemilalibri a Gallarate (con i tre intervistati dall’assessore Massimo Palazzi).

A sera, nell’evento a Ville Ponti a Varese, il colloquio è stato condotto dalla scrittrice Marta Morazzoni.

Nina Altoni di Airolo vince il premio Regio Insubrica, Alberto Ferrario di Gavirate (classe 1995) ha vinto il Chiara Giovani con il racconto ” 1916 Pioveva”. Questa, in sintesi, la conclusione della 32esima edizione del premio letterario.

E’ stata una serata densa di emozioni quella di questa sera, domenica 18 ottobre, complici una pandemia che ha tenuto tutti distanziati e muniti di mascherina, ma anche degli argomenti dei libri arrivati in finale e del tema del concorso riservato ai giovani: “Acqua”.

Non c’è niente da ridere, come direbbe lo scrittore Ermanno Cavazzoni, eppure qualche risata è piovuta, cristallina, sulla sala di Villa Ponti, semivuota per colpa del Coronavirus non certo per la mancanza di passione che il Premio Chiara continua ad infondere in chi partecipa, negli scrittori famosi, come in quelli più giovani, ogni anno più numerosi.

«Quest’anno è mancato un confronto atletico tra i giurati – ha esordito Romano Oldrini, presidente dell’Associazione Amici di Piero Chiara – speriamo che il prossimo anno si torni a litigare, dal vivo, come accadeva un tempo quando dovevamo decidere chi meritasse il primo premio».

Ed è toccato a Marta Morazzoni, vincitrice del premio nel 2019, intervistare i tre finalisti. Maria Attanasio ha parlato della forza dei suoi personaggi, soprattutto donne, che quasi la costringono a scrivere e a raccontare. A loro la vincitrice ha dedicato il premio, e ai colleghi scrittori, con lei sul palco di Ville Ponti.

Ed è stata l’ironia di Ermanno Cavazzoni in gara con  Storie vere e verissime, La nave di Teseo, a conquistare il pubblico. “Se per caso qualcosa fa ridere, non è colpa mia, è il mondo che è comico”, dice Cavazzoni ma è una ironia condita di amarezza. «Cosa sono tutti questi selfie con il sorriso? – ha detto rivolgendosi alla platea – Di mio nonno ho solo foto serie, in posa. Cosa c’è da ridere? Provo insofferenza per chi sorride in foto, sembriamo vittime di un ictus. Pensate se ci fossimo arrivate statue di Giulio Cesare sorridente? Cosa avremmo pensato?».

E che dire di chi ha i capelli rossi? Come Valerio Magrelli, autore di Sopruso: istruzioni per l’uso, Einaudi? “Il più bravo dei rossi ha cacciato il papà nel pozzo”, ha ricordato la Morazzoni. Come le vittime dei «bravi» manzoniani, Magrelli ha imparato a sue spese fin dall’infanzia la grammatica dell’oltraggio, e la ricorda nell’appendice autobiografica sulla sventurata famiglia dei rosci. Da qui la conclusione: «Tutto conferma che l’Altro rappresenta la fogna dei nostri problemi, la discarica dove sversare ogni difficoltà, il monnezzaro, l’isola ecologica, senza neanche raccolta differenziata».

«E’ un libro che insegna il rispetto per il prossimo – ha detto Magrelli – andrebbe adottato nelle scuole».

I vincitori

Il Premio Chaira 2020 è stato vinto da Maria Attanasio, con Lo splendore del niente e altre storie, Sellerio. In finale con lei  Ermanno Cavazzoni, Storie vere e verissime, La nave di Teseo e  Valerio Magrelli, Sopruso: istruzioni per l’uso, Einaudi.

Per il Premio Chiara Giovani Nina Altoni, Luigi Parente e Tommaso Pietri: sesti a pari merito. Quinta Lara Centamori, quarto Rocco Cavalli, terza Valeria Lattanzio, seconda Susanna El Taher, primo classificato Alberto Ferriario con “1916 pioveva”