Marche Camera di Commercio, per Sabatini raggiunto l’equilibrio

Altra Testata - 20/07/2017

“Sono sorpreso, ma non troppo, di fronte alle dichiarazioni rilasciate da Alberto Palma, a cui forse non sono state fornite tutte le informazioni nei tempi e nei modi dovuti”. Lo dice il presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Gino Sabatini, commentando le dichiarazioni del presidente della Fondazione Carifermo e membro dell’Ente camerale fermano. “Il processo aggregativo, che ha portato alla proposta di una Camera di Commercio regionale e tre aziende speciali, si è svolto su diversi tavoli istituzionali ed è stato di grande trasparenza – spiega Sabatini –, come conferma l’ampia eco sui media, che hanno ben illustrato le diverse posizioni”.

Sabatini replica al collega Palma

“Dunque, non è corretto verso l’Ente camerale che rappresento – dice ancora il presidente – che si possa pensare a manovre non meglio identificate con Ancona. Anzi, e il fatto è sfuggito a Palma, Ascoli ha sempre chiesto che la nuova Camera di Commercio dovesse rappresentare tutti i territori delle Marche e che in alcun modo fosse anconacentrica”. Secondo Sabatini, inoltre, “l’avvocato Palma sorvola su ciò che poteva essere e non è stato e non pondera procedure e tempi previsti dalla legge”. “E’ bene spiegare chiaramente all’opinione pubblica e anche all’ex sindaco di Ruscio, e a tutte le forze politiche che oggi chiama a raccolta, che Fermo poteva benissimo aggregarsi proprio durante gli anni del doppio incarico di Di Battista, numero uno della Camera fermana e dell’Unioncamere regionale”. “C’era una finestra di due anni e non di due giorni, fino al 9 dicembre 2016 – continua Sabatini – per deliberare l’aggregazione anche con la sola Macerata, che sarebbe stata vincolante per il Ministero di fronte alla successiva riforma”.

Sull’aggregazione delle Camere di Commercio

“Se volessi usare la stessa malizia dell’avvocato Palma, potrei pensare che in quei due anni qualcuno era impegnato a trattare con Ancona per la Camera di Commercio unica. Piuttosto, credo che agli imprenditori non interessino le chiacchiere di bottega e le rivendicazioni personali, tanto più la visibilità di singoli esponenti del sistema camerale regionale – conclude Sabatini -. Del resto, nessuno meglio del presidente della Fondazione Carifermo sa che la crisi e le urgenze post terremoto impongono massima coesione tra i territori, progetti forti e con impatto positivo sulle imprese e addio ai finanziamenti a pioggia. La soluzione di equilibrio che abbiamo trovato e che è alla firma del ministro Calenda, Camera di Commercio unica e tre aziende speciali, è quella che meglio garantisce il sistema economico di tutte e cinque le provincie marchigiane. Se, invece, le osservazioni di Palma esprimono il timore del territorio che Ancona possa fare l’asso piglia tutto, sappia che troverà Ascoli schierata per impedire che tutto ciò accada”.

Camere Commercio: Fermo valuta con Macerata ricorso al Tar

Con all’ordine del giorno l’approvazione delle variazioni di bilancio, il Consiglio camerale di Fermo ha fatto anche il punto sulla riforma degli enti e sull’incontro avuto dal presidente Graziano Di Battista con il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e l’assessore Manuela Bora. “Ci sono state dette cose che già sapevamo – ha affermato Di Battista -, con una differenziazione sulle tre aziende speciali che la Regione vuole: una per la ricerca 4.0, un’altra per la gestione del dopo terremoto e l’ultima per l’internazionalizzazione e l’artigianato”. E’ seguito un dibattito, al termine del quale il Consiglio ha deciso di trasmettere le richieste che arrivano dal territorio, tese a ottenere due Camere di Commercio, al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro per lo Sviluppo Economico e ha deliberato, in accordo con la Camera di Macerata, di valutare l’opportunità di un ricorso al Tar.
Nel merito delle variazioni di bilancio, Di Battista ha illustrato l’impegno della Camera, che è stato indirizzato al reperimento di tutte le risorse necessarie per dare forza alle aziende, in un momento delicato come quello del post terremoto. Oltre ai 124 mila euro della quota Unioncamere per le imprese terremotate, sono stati messi a disposizione, grazie all’aumento del 20% della quota camerale, altri 102 mila per lo sviluppo digitale 4.0, 36 mila per il sostegno ai progetti dell’alternanza scuola lavoro e altri 36 mila per la promozione e la valorizzazione del territorio. Altri fondi, fino al totale di 726 mila euro, sono stati mesi a disposizione grazie agli avanzi della gestione precedente.