Marcello Morandini al Maga

La Prealpina - 03/02/2017

 

Marcello Morandini al Maga: dall’11 marzo al 16 luglio la nuova, grande mostra ospitata dal museo gallaratese è dedicata all’importante artista, architetto, designer, del quale propone oltre 200 opere tra disegni, sculture, progetti di architettura, rendering, modelli e prodotti di design realizzati dall’inizio degli anni Sessanta a oggi. Opere provenienti dalla Fondazione e Museo che dell’artista porta il nome.

L’esposizione è curata da Marco Meneguzzo ed Emma Zanella. Ed è organizzata in collaborazione con la Fondazione Morandini che si è costituita lo scorso dicembre con l’obiettivo di fondare un museo dedicato all’artista nato a Mantova nel 1940 e che fin dal 1946 si è trasferito a Varese, dove ancora vive, conservandone e valorizzandone le opere d’arte, di design e di architettura e promuovendo la conoscenza delle arti in generale e in ogni loro forma, attraverso esposizioni, eventi culturali, convegno, ricerche, pubblicazioni, attività didattiche anche in collaborazione con musei e istituzioni italiane e internazionali.

Snodandosi in nuclei tematici, il percorso espositivo studiato per il Maga metterà in luce i principali momenti creativi di Morandini: dalle mostre personali alla Galleria del Naviglio negli anni Sessanta fino alla sala personale alla XXXIV Biennale d’Arte di Venezia nel 1968 e alla XLII Biennale Arte e Scienze di Venezia del 1986. Ma anche gli esordi artistici con critici come Germano Celant, Umbro Apollonio, Gillo Dorfles e l’invito a rappresentare l’arte italiana alla nona Biennale di San Paolo in Brasile. E ancora: l’esperienza di Europalia a Bruxelles, quella di Ginevra nel 1969 con Agostino Bonalumi e Gianni Colombo, la partecipazione a Documenta & di Kassel nel 1977 e a Documenta Urbana nel 1982 con Attilio Marcolli, fino all’installazione permanente di grandi sculture davanti ai musei tedeschi a Bottrop, Ingolstadt, Ludwigshafen, Selb, Weissenstadt.

Uno spazio importante all’interno dell’esposizione al Maga sarà dato alla produzione di design di Morandini, che lo vede collaborare con molte aziende svizzere, tedesche, giapponesi e italiane oltre che a esporre in musei internazionali. Per poi concludere con una sezione dedicata ai progetti architettonici che caratterizzano la ricerca di questo artista, improntata al rigore geometrico e al minimalismo cromatico.

«Quella del Maga – sottolinea Morandini – non vuole essere una retrospettiva classica, ma un’esposizione da sfogliare e leggere lentamente, non necessariamente parole, ma, in questo caso, “forme” realizzate in anni diversi che qui si incontrano per raccontare la loro semplice storia».

Dopo la mostra “Ritmo Sopra a Tutto”, inaugurata a ottobre e che si concluderà domenica, che ha portato al museo gallaratese diverse iniziative tra cui contributi collaterali di vari personaggi della cultura italiana (l’esposizione è a cura di Franco Buffoni ed Emma Zanella e celebra i cinquant’anni della galleria d’arte mettendo in collegamento opere d’arte figurativa e poesia), anche l’iniziativa dedicata a Morandini vuole essere un’occasione di relazione tra il Maga e il territorio. Sempre nell’ottica di divulgare il patrimonio artistico e culturale che vi si è generato. A corollario della mostra, infatti, è studiato un programma di attività che vanno dalle visite guidate ai laboratori per le scuole, da progetti speciali per studenti di istituti superiori e università a giornate dedicate alle famiglie, oltre a, naturalmente, conferenze di approfondimento e incontri con l’artista.