Manzo (Vibram): “In moto bisogna saper gestire l’imprevisto”

«Mi piacerebbe che Varese Terra di Moto (VaTm, ndr) sviluppasse un programma sulla formazione dei motociclisti». A parlare è Massimo Manzo che recentemente ha partecipato all’Eicma, il salone del ciclo e motociclo, dove ha incontrato molti giovani, curiosi di parlare con un autentico mito del motociclismo mondiale.

Oggi il pluricampione varesino di motocross e supermoto lavora alla Vibram dove sviluppa progetti per la produzione di materiali speciali antiscivolo per i big del circuito motoristico mondiale. L’azienda di Valdarno (Albizzate), leader internazionale nella fabbricazione di suole, partecipa insieme ad altri 11 partner al network (VaTm) ideato dalla Camera di Commercio per valorizzare l’identità motociclistica del territorio.
Manzo, che ha una grande esperienza non solo nell’agonismo ma anche nelle formazione, vorrebbe lanciare una proposta che ha un grande valore dal punto di vista educativo: un circuito dove poter imparare a guidare una moto in sicurezza . «Io ho un figlio di 15 anni che è un vero talento del motocross – racconta l’ex campione – e spesso andiamo insieme a girare in pista. I pericoli più grandi però si corrono sulle strade normali, quelle che percorriamo tutti i giorni perché le persone non sono abituate a gestire gli imprevisti oppure fanno cose che li provocano».

Distrazioni, errate valutazioni delle intenzioni degli altri veicoli, reattività tardiva, imprudenza. Le cause degli incidenti possono essere le più svariate è sempre però il fattore umano l’elemento determinante. «Io a 51 anni vado ancora in moto – continua Manzo -. Ho uno scooter 50 di cilindrata e quando per esempio incrocio con uno stop penso sempre: ma quell’auto ferma, mi avrà visto arrivare? Predisponendomi così a reagire per tempo».

La proposta di un circuito dedicato alla formazione del motociclista all’interno di VaTm sarebbe una novità interessante perché coinvolgerebbe motociclisti di tutte le età e coinvolgerebbe le famiglie. «Oggi una persona prende la patente e si mette alla guida di una moto – conclude Manzo -. Purtroppo non basta perché occorre avere una serie di conoscenze che solo l’esperienza formativa ti può dare. Sono sicuro che se proponessi questa idea al mio amico Marco Belli lui ne sarebbe entusiasta».