Mantova Camera di Commercio. Righi si dimette, è giallo

Altra Testata - 25/07/2017

Conto alla rovescia per la nuova Camera di Commercio a tre tra Mantova, Cremona e Pavia. Entro l’8 di agosto è atteso il decreto del ministro per lo sviluppo economico Calenda che dovrà dare il suo imprimatur al nuovo sodalizio che, fino all’ultimo, i mantovani e i cremonesi sperano sia ancora a due, con l’esclusione di Pavia.

E mentre si attende il nuovo assetto, l’ente camerale viene scosso dalle dimissioni, sia dal consiglio che dalla giunta, di Alberto Righi, rappresentante della cooperazione. «Ho soltanto voluto dare il segnale che una parentesi si è chiusa e che se ne è aperta un’altra» ha detto il dirigente area tecnica del servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ats Valpadana, smentendo i rumors che vorrebbero che dietro il suo gesto vi siano tensioni con il presidente Carlo Zanetti o con altri esponenti di giunta o, addirittura che il suo incarico all’Ats, dopo l’accorpamento delle ex Asl di Mantova e Cremona, possa aver influito in qualche modo.

«Sono in Camera di Commercio da 19 anni – spiega – e ho visto passare tre presidenti: Zaniboni, Montanari e Zanetti e ho fatto tante cose. Certo, ho più impegni di lavoro, ma questo non conta. Non vedo perché restare nell’ente visto che l’8 agosto arriverà il decreto e poi tra qualche mese cambierà tutto. Ho soltanto anticipato una scelta che tutti i miei ex colleghi dovrebbero fare. È un anno che in camera non si fa programmazione e che siamo bloccati in attesa della riforma. Visto che in aprile mi ero dimesso anche dal consiglio di Confcooperative era logico che facessi altrettanto con gli incarichi diretti in via Calvi». Le sue dimissioni da consiglio e giunta sono datate 1° giugno.

La lettera è stata consegnata al segretario camerale Zanini e subito protocollate per la giunta, che ne ha preso atto nella seduta tenutasi nel giro di qualche giorno. Tutto, però, è rimasto confinato, inspiegabilmente, nelle segrete stanze di via Calvi e solo da qualche giorno si è diffusa la notizia, contribuendo ad alimentare un clima di giallo attorno alle dimissioni.

In Camera si parla già di successione, anche se la situazione è ancora tutta in divenire. Confcooperative fa presente che il posto spetta ancora alla cooperazione in base ad un vecchio accordo stipulato con Zanetti. Il quale conferma che la procedura per sostituire Righi è già iniziata, anche se avverte che i tempi saranno lunghi. Potrebbe anche succedere che il matrimonio a tre convinca tutti a soprassedere e a passare direttamente a trattare le nuove nomine che dovranno accontentare tre territori (la sede del nuovo ente sarà a Mantova).

Se ne saprà di più giovedì quando si riunirà il consiglio per fare il punto della situazione e prendere atto delle dimissioni di Righi. Che dice: «Mi hanno chiesto in tanti di rimanere, ma ormai ho deciso». E precisa: «Non scappo, faccio solo un passo indietro perché non possiamo essere noi a guidare il nuovo percorso». Il nuovo consiglio sarà composto da 33 consiglieri (28 gli attuali), mentre la giunta sarà a 7 più il presidente (oggi è a 8 più il presidente). Come saranno suddivisi i 33 posti tra i vari settori (industria, agricoltura, ecc.) sarà compito del commissario ad acta che sarà nominato dal ministro. Deciderà in base al Pil, al numero di imprese e addetti e ai diritti che le aziende versano annualmente. Con un paletto: di diritto in consiglio siederà un rappresentate a testa di consumatori, professioni e sindacati. Quanti posti spetteranno alle varie province sarà frutto delle alleanze che i territori riusciranno a stringere. Si parla di 12 posti a Pavia, 11 a Mantova e 10 a Cremona.