Mam, si fa avanti un imprenditore

La Prealpina - 04/07/2017

Che la trattativa con la proprietà cinese della Mam non sarebbe stata semplice è stato chiaro fin dall’inizio: nessuna marcia indietro sui 90 esuberi complessivi annunciati e un piccolo spiraglio sugli incentivi per le uscite volontarie. Ieri, nel secondo incontro tra azienda e rappresentanti sindacali, se ne è avuta una ulteriore conferma. Dopo tre ore di discussione, la riunione si è conclusa con un nulla di fatto e con un ulteriore rinvio al prossimo 17 luglio. Il nocciolo duro della questione, che divide Fabio Dell’Angelo (Uilm), Flavio Cervellino (Fim) e Giovanni Cartosio (Fiom) sono ancora distanti dai cinesi, è il sostegno economico che l’azienda dovrebbe dare a chi, volontariamente, decide di lasciare il proprio posto di lavoro.

La trattativa riguarda, nello specifico, i primi trenta esuberi annunciati, per i quali è già stata aperta la procedura di mobilità. Degli ulteriori sessanta messi sul piatto dalla proprietà, in questa fase, non se ne discute, dal momento che vengono categoricamente rifiutati dai sindacati. Unica conferma di ieri, la volontà dell’azienda di arrivare a un piano organico di incentivi: i colloqui individuali sono stati sospesi. Ma le cifre non tornano. E così ci si ritroverà al tavolo il prossimo 17 luglio. tra l’altro con la speranza – da parte dei rappresentanti dei lavoratori – di vedersi consegnare un piano industriale serio e articolato. Documento che fino ad oggi non è stato mai presentato.

La stessa richiesta è stata avanzata nei giorni scorsi anche dal sindaco di Morazzone, Matteo Bianchi, sceso in campo a difesa dei lavoratori. E qualcosa si muove. Nei giorni scorsi, infatti, su input del primo cittadino, si è tenuto un incontro tra la proprietà cinese e un imprenditore locale che sarebbe interessato ad acquisire parte delle attività della Mam.

«Ci siamo incontrati e l’imprenditore – spiega il sindaco – ha già formulato una offerta alla proprietà per l’acquisizione di un capannone dell’azienda, nello specifico quello nuovo. Non solo. C’è anche la possibilità di un passaggio di lavoratori».

Sarebbe la svolta. Ora la palla passa ai cinesi. «E io mi auguro – sottolinea Bianchi – che questa possibilità non venga vanificata, nell’interesse di tutti. Non lasciamo che un imprenditore che vuole investire e contribuire a salvare dei posti di lavoro, sia costretto ad andare altrove». E’ chiaro che i prossimi giorni saranno cruciali.