Malpensa: un anno alla grande

La Prealpina - 03/01/2019

Allo scalo si chiude l’anno dei record. Ma il 2019 sarà di grandi novità. Aeroporti Lombardi invoca «un ulteriore riscatto di orgoglio», mentre la bilancia del territorio pende tra le opportunità occupazionali e i timori per i disagi in aumento.

Grande ottimismo

Con la partenza del volo Aeroflot per Mosca alle 23.50, il 31 dicembre anche Malpensa ha potuto festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Forte del record storico di passeggeri transitati in un anno in brughiera, circa 24,7 milioni (il numero esatto verrà comunicato nei prossimi giorni nelle statistiche ufficiali di Assaeroporti), almeno 800mila in più rispetto ai 23 milioni e 885mila che fissarono il precedente primato il 31 dicembre del 2007, ultimo anno di Malpensa hub di Alitalia. Si chiude così l’anno dei record, ma anche l’anno delle celebrazioni, quella del 70esimo anniversario dalla fondazione dell’aeroporto e del 20esimo anniversario dall’apertura del Terminal 1. Si è chiusa pochi giorni prima di San Silvestro anche l’era di Pietro Modiano presidente Sea. Il banchiere voluto dall’allora sindaco di Milano Giuliano Pisapia alla guida di una società che faticosamente cercava di riprendersi dallo choc del dehubbing di Alitalia, ha saputo risollevare Malpensa, puntando sulla nuova vocazione di scalo point-to-point e preparando il terreno per il ritorno al ruolo di hub, grazie all’ambizioso e solido piano industriale che Air Italy, la ex Meridiana iniettata di capitali del Qatar, sta portando avanti per scalzare la vecchia Alitalia dall’essere la prima compagnia aerea italiana. E così, sarà “anno nuovo, vita nuova” sotto molti punti di vista. Le prospettive, per ora, sono di grande ottimismo.

Maxi investimenti

«Dopo un 2018 da record per i nostri aeroporti, il 2019 si apre sotto i migliori auspici e in particolare per Malpensa ci si aspetta un ulteriore riscatto d’orgoglio grazie ai piani di Air Italy», commenta l’associazione di appassionati di aviazione Aeroporti Lombardi. Oltre al vettore italo-qatariota (che ha già annunciato quattro nuove rotte intercontinentali per il primo semestre 2019, ma che si attende possa prevedere altri voli a lungo raggio già quest’anno), l’ottimismo lo portano i maxi-investimenti annunciati da easyJet e da Ryanair, le prime due compagnie in brughiera. Rispettivamente, il nuovo training center di easyJet che sorgerà entro la fine dell’anno a Lonate Pozzolo, e il nuovo aeromobile che Ryanair baserà a Malpensa per sostenere le nuove rotte per la prossima estate. Senza dimenticare che la Neos – che ha sede a Case Nuove – sta completando il restyling della flotta e che la Cargo City è un grande cantiere aperto con la costruzione del nuovo hub logistico di Dhl Express che dovrebbe entrare in funzione nel 2020.

Prospettive e disagi

Novità che si tradurranno per il territorio anche in nuova occupazione e in opportunità per far crescere l’indotto.Parallelamente al fatto che i due milioni e mezzo di passeggeri in più che Malpensa ha registrato quest’anno dovrebbero portare in dote fino a 2.500 posti di lavoro, se venisse rispettata la proporzione degli ultimi quattro anni (mille nuovi occupati ogni milione di passeggeri in più). Restano le incognite del territorio rispetto ai disagi che lo sviluppo di Malpensa lascia in scia: dal rumore degli aerei al traffico costantemente in tilt sulla superstrada 336 e sulle principali arterie dei Comuni del Cuv, fino al caos parcheggi.

Disagi da affrontare al più presto: il 2019 sarà anche l’anno della chiusura per tre mesi di Linate, che dal 27 luglio al 26 ottobre farà testare se Malpensa è già oggi uno scalo da oltre 30 milioni di passeggeri.

Bellaria: adesso si gioca la partita dell’occupazione

Vola l’occupazione a Malpensa, il territorio vuole essere protagonista. «Attrezziamoci per formare le professionalità che serviranno per il futuro». A rilanciare l’appello è Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo, che nei mesi scorsi aveva già incassato la disponibilità di Sea (confermata pubblicamente dallo stesso presidente uscente Pietro Modiano) ad avviare un «lavoro congiunto» tra Comuni, Camera di Commercio, Sea e operatori aeroportuali per la formazione dei profili richiesti da Malpensa. «Sul territorio del Cuv ci sono tre centri di formazione professionale – ricorda Bellaria, riferendosi all’Its Aeronautico di Case Nuove, all’Aslam di Samarate e al Cfp Ticino Malpensa di Somma Lombardo – l’idea è di mettere a disposizione queste strutture, che tra l’altro sono complementari tra loro perché ad esempio l’Its è più legato alle attività del settore aeronautico, mentre il Cfp è più orientato sul settore Horeca e sui negozi, per ragionare con Sea e con gli operatori di Malpensa per realizzare attività di formazione, qualificazione e selezione del personale. Con l’obiettivo di dare qualche chance in più per i giovani, e non solo, che risiedono sul nostro territorio. Nessuna corsia preferenziale, né automatismo, ma un’opportunità trasparente per tutti».

La proposta, condivisa con i sindaci del Cuv, prendeva le mosse da un dato statistico che aveva colpito: solo il 18% degli occupati di Malpensa risiede nei Comuni di sedime, segno che quella prospettiva di rappresentare un nuovo polmone di posti di lavoro, con cui l’aeroporto era stato accolto ai tempi del progetto di Malpensa 2000, si è attuata solo in parte. «Sia chiaro che questa iniziativa non è in contrapposizione con le richieste, che continueremo ad avanzare, relative agli aspetti che riguardano la qualità della vita e la tutela dell’ambiente e della salute – precisa Bellaria, già nel mirino di qualche polemica su questo fronte – prendiamo atto che Malpensa sta crescendo e che si aprono opportunità occupazionali, ci sembra il minimo che possano ricadere anche sul territorio, a maggior ragione se consideriamo che sul territorio ricadono anche l’inquinamento acustico e atmosferico. Ma non è uno scambio, e non abbassiamo la guardia sul resto».

Del resto, se sul territorio ci fossero più percorsi di formazione legati alle attività di Malpensa sarebbe un’opportunità anche per il sistema aeroportuale: «Credo che possa essere un vantaggio, e non una costrizione, se persone che, indipendentemente dalla professionalità richiesta, risiedono nell’intorno aeroportuale siano formate e qualificate. L’obiettivo è favorire un’occupazione di qualità sul territorio. Operativamente, lo strumento potrebbe essere un tavolo che, in collaborazione con la Camera di Commercio, analizzasse le prospettive nel medio termine, diciamo da qui a cinque anni, per far sì che il territorio abbia il tempo di attrezzarsi per formare le professionalità che servono».