Malpensa, un altro mese con il segno più

Ventesimo risultato utile consecutivo, con una crescita percentuale ancora a doppia cifra. Malpensa archivia il primo mese del 2017 con un incremento di passeggeri pari al 15,4 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sono stati 1.448.906 gli utenti che hanno calpestato i pavimenti dei due Terminal dal primo al 31 gennaio, per un totale complessivo di movimenti aerei pari a 12.293, ovvero il 7,1 per cento in più.

È un ottimo momento per lo scalo della brughiera, trainato dai costanti nuovi investimenti delle tre maggiori low cost europee (easyJet, Ryanair e Vueling) e dal consolidamento dei grossi player mondiali sulle rotte intercontinentali. E il già sorprendente +15,4 per cento sarebbe potuto anche essere maggiore se non fosse per l’instabilità geopolitica del Mediterraneo e per il terrorismo di matrice islamica che si fanno sentire soprattutto nei collegamenti verso la Turchia, l’Egitto e il Nordafrica nel suo complesso. È una decrescita che parte da lontano e che si è vista già con i dati disaggregati del 2016, anno in cui Malpensa ha aumentato il traffico complessivo del 4,7 per cento pur perdendo il 2,45 di utenti diretti al di fuori dei confini comunitari. È questo al momento il tallone d’Achille e lo si nota tra i corridoi spesso semi deserti del Terminal 1 al di fuori dagli orari di picco del traffico. È un effetto che non si vede invece al Terminal 2, base a gestione monopolistica di easyJet, dove la stragrande maggioranza delle destinazioni sono invece nazionali o comunque all’interno dei confini europei.

Ciononostante lo scalo varesino cresce viaggiando al doppio della velocità del sistema aereo nazionale (+8,6 per cento a gennaio) e battendo i maggiori concorrenti. Roma Fiumicino, per esempio, sta risentendo della crisi Alitalia e si è fermata al 5,9. Stesso discorso per Linate, che comunque ha fatto segnare un aumento del 10 per cento, lasciando alle spalle un autunno nero. Ma Malpensa ha fatto meglio anche di Orio al Serio, l’aeroporto dei record, che per il primo mese del 2017 si deve “accontentare” di un aumento di passeggeri dell’11,7.

È boom infine anche alla Cargo city di Lonate Pozzolo, dove da ormai due anni sono stati raggiunti e ampiamente superati i livelli pre-crisi del 2009. L’anno è cominciato con 43.577 tonnellate di merci trasportate, pari al 15,5 per cento in più rispetto a gennaio 2016, mese che a sua volta aveva fatto segnare una crescita del 10 per cento rispetto al 2015.

Meridiana guarda a Russia e Cina

 

C’è la Russia nel presente di Meridiana a Malpensa e forse la Cina come ambizioso progetto per un futuro sviluppo nel lungo raggio. Nell’attesa che si completi l’operazione di Qatar Airways per l’acquisizione del 49 per cento della compagnia (il closing era previsto per fine gennaio e invece le parti sono ancora in attesa di ottenere da Bruxelles il via libera all’accordo dell’Antitrust), il management non sta a guardare. Il prossimo 22 marzo prenderà il via il volo diretto per Mosca, effettuato in codesharing con S7 Airlines. Si tratta di una rotta storicamente operata da Alitalia, salvo poi aver lasciato un anno fa campo libero ad Aeroflot. Su Malpensa Meridiana conferma inoltre i collegamenti verso il Cairo, Accra e Lagos, nonché il traffico nazionale (in particolare verso la Sardegna) e l’ampio network charter offerto dalla gallaratese Air Italy, seconda compagnia del Gruppo Meridiana. Nel prossimo futuro potrebbe invece esserci l’Oriente come nuova frontiera: i vertici confermano che stanno facendo serie valutazioni sul mercato cinese, un bacino dal potenziale molto alto sui cui già la concorrente Neos si è lanciata con ottimi risultati lo scorso anno grazie ai primi collegamenti su Roma da Binhai, Shenyang, Zhengzhou. Si tratta naturalmente di un piano incoming, ovvero di una strategia tesa a portare sempre più turisti cinesi a visitare l’Italia attraverso accordi commerciali con i tour operator stranieri. Sfuma il piano di espansione nel settore cargo a Malpensa di Meridiana, uno degli elementi chiave contenuti nel piano industriale che sta alla base dell’accordo con gli arabi. Il piano prevedeva il posizionamento di quattro Boeing 777 per trasportare merci verso l’Asia e l’America. Un piano che al momento risulta sospeso.