«Malpensa stia nella metropoli»

La Prealpina - 07/04/2017

L’ultima volta di un sindaco di Milano a Malpensa (aeroporto di cui il Comune meneghino detiene il pacchetto più consistente di quote azionarie essendo socio di maggioranza di Sea) risale al 20 aprile 2011, giorno in cui Letizia Moratti inaugurò la Porta di Milano del T1. Ieri, proprio nello stesso punto, la zona espositiva tra il terminal e la stazione ferroviaria, l’attuale primo cittadino Giuseppe Sala ha preso parte all’inaugurazione della mostra di Alessandro Busci “Milano Fly zone” (curata da Angelo Crespi, sarà visitabile fino al 6 ottobre) per la sua prima visita ufficiale in aeroporto in fascia tricolore.

Sala, venne a Malpensa l’ultima volta due anni fa nelle vesti di Mister Expo. Oggi ritorna da “padrone di casa”, nonostante la presenza di un sindaco di Milano qui sia sempre stata qualcosa di raro e inusuale.

Vuole invertire la rotta?

«Nel mio modo di fare il sindaco c’è anche l’idea di essere io il primo promotore delle qualità della nostra città. Che è un lavoro in sé e che mi sforzo di fare, andando in giro per il mondo comunicando i valori di Milano. I nostri aeroporti sono ovviamente parte di tutto questo, devono essere sempre più belli e accoglienti, il lavoro da fare è molto, ma rispetto a qualche anno fa anche Malpensa ha fatto dei passi in avanti. Dopo l’onda di Expo continua a crescere, con numeri incredibili in particolare negli ultimi quattro mesi. E’una crescita che non ci spaventa, ma anzi ci responsabilizza».

I sindaci di Malpensa da anni cercano un dialogo con Sea e con il Comune di Milano. E se qualcosa sta cambiando nei rapporti col gestore aeroportuale, ci sono però tanti problemi irrisolti che devono essere discussi con la politica, ovvero con lei. E’disponibile a sedersi al tavolo coi suoi colleghi del territorio?

«Io sono convinto che si debba allargare lo sguardo all’intero territorio. Sarebbe molto bello, e le formule saranno varie, allargare il più possibile a tutto il territorio questi vantaggi che Milano sta ottenendo dalla sua dimensione. Dal punto di vista educativo, per esempio, già oggi ci sono scuole e università, anche internazionali, che stanno nel territorio. Bisogna capire però di cosa ci sia bisogno. Quando vado all’estero, solitamente, il tema dell’education è quello che mi viene più sollecitato».

Il presidente di Sea, Pietro Modiano, ripete da tempo quanto secondo lui sia assurdo che l’aeroporto intercontinentale di Milano sia oggi fuori dalla città metropolitana di Milano. Pensa anche lei che questo territorio debba passare dalla provincia di Varese alla città metropolitana?

«Oggi le città metropolitane sono un po’degli ibridi perché, con rispetto parlando, trovo difficile paragonare la città metropolitana di Milano con quella di Bari. Sono proprio logiche diverse, avere accumunato in questo contenitore situazioni così diverse al momento non è servito. Io penso che Malpensa e Monza dovrebbero essere ricondotte a questa logica, però la riforma è rimasta un po’ a metà. E’un tema su cui dobbiamo dibattere, comunque mi sento di dire che sono d’accordo con Modiano».