«Malpensa sta crescendo servono le grandi opere»

I sindaci sono per le opere. «L’analisi costi-benefici? Vengano a Ferno e Lonate a vedere il traffico dei Tir della Cargo City» sferza Filippo Gesualdi, che tra le fasce tricolori del Cuv risulta tra i sostenitori più accesi del Sì alle infrastrutture, sia stradali che ferroviarie.

Sì alle infrastrutture

Mentre a livello nazionale impazza il dibattito sul sì o no alla Tav Torino-Lione, attorno all’aeroporto di Malpensa il fronte dei sindaci è compatto nel ribadire la necessità di realizzare le opere infrastrutturali che servono per ridurre il traffico sulle strade e soprattutto per alleggerire la Superstrada 336 che ormai non è più in grado di reggere i volumi di automobili dirette a Malpensa. Lo hanno ribadito ieri anche al governatore Attilio Fontana. La presidente di turno del Cuv, il sindaco di Lonate Pozzolo Nadia Rosa, mette in fila le criticità infrastrutturali del territorio attorno allo scalo: «Viabilità di accesso da nord, l’incremento del traffico pesante per la Cargo City a Lonate e Ferno, ma anche i treni e i parcheggi». Temi su cui occorre intervenire. «Sono infrastrutture già definite con l’accordo delle comunità locali, visto che sono passate a fine anni ‘90 nei consigli comunali ma poi non sono mai state realizzate – sottolinea Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo – la vera analisi costi-benefici non si può fare solo sui costi economici, ma sull’effettiva utilità delle opere e sui benefici in termini di servizi e di merci trasportate».

Il caso della T2-Gallarate

Tra le opere che non erano contenute in quell’elenco ma che oggi è in cima alla lista di quelle da realizzare c’è la ferrovia T2-Gallarate, bocciata dall’analisi costi-benefici del direttore del laboratorio di politica dei trasporti del Politecnico di Milano Paolo Beria, che è uno degli esperti della “commissione Ponti” che ha redatto il controverso parere, fortemente negativo, sulla linea Tav Torino-Lione. Per il sindaco di Casorate Sempione Dimitri Cassani, il più coinvolto sul progetto, «è la logica, più che l’analisi costi-benefici, a creare dubbi sull’utilità» della T2-Gallarate, che comporterebbe «un sacrificio notevole» per l’ambiente. «Senza il quadruplicamento della Rho-Parabiago ci chiudiamo in un imbuto, mentre lo scopo di una ferrovia dovrebbe essere togliere traffico e inquinamento» sostiene Cassani. Anche il sommese Bellaria chiede che «si dimostri l’utilità dell’opera e si realizzino adeguate compensazioni».

Ferno invoca più rotaia

Ma per il sindaco di Ferno Filippo Gesualdi «le analisi costi-benefici andrebbero fatte dove realmente si riversa il traffico dei mezzi pesanti. Prima di dire che le ferrovie non servono, vengano a Ferno a vedere qual è la situazione sulla strada provinciale che attraversa i Comuni di Ferno e Lonate, percorsa dai Tir diretti alla Cargo City che insiste sui nostri territori e che è il primo terminal merci nazionale dove arriva metà dei volumi di tutta Italia del cargo aereo. Se le previsioni di crescita del traffico merci a Malpensa dovessero essere confermate, come dimostrano le costruzioni dei nuovi capannoni per l’ampliamento di Cargo City in corso, per le nostre realtà tra due o tre anni sarà un’invasione totale. E allora noi chiediamo con forza che questo traffico venga spostato per quanto possibile su rotaia». Insomma, se gli esperti dicono no alla bretella T2-Gallarate, oggi pensata solo per i passeggeri, Gesualdi chiede che a Malpensa possa arrivare «una ferrovia anche per le merci», dato che «qualsiasi infrastruttura per smaltire volumi di traffico su gomma dovrebbe essere la benvenuta».

Elenco delle priorità pronto entro Pasqua

Infrastrutture attorno a Malpensa, scende in campo Regione Lombardia: «Un protocollo d’intesa con l’elenco delle opere necessarie». Si accantona l’ipotesi di riattivazione del piano territoriale d’area: dopo il confronto di ieri in Regione Lombardia, alla presenza dell’assessore al territorio Pietro Foroni e del governatore Attilio Fontana in persona, con i sindaci del Cuv si è convenuto di puntare sull’aggiornamento delle previsioni di opere contenute, e in gran parte mai realizzate, nel piano originario del ‘99. «Abbiamo apprezzato la presenza del governatore e l’impegno dell’assessore a riprendere in mano la situazione – spiega il presidente di turno del Consorzio Urbanistico Volontario Nadia Rosa, sindaco di Lonate Pozzolo – da parte nostra abbiamo spiegato la motivazione della richiesta di riattivazione del piano territoriale d’area, che è servita a porre attenzione al problema della viabilità e delle infrastrutture di accesso a Malpensa.

Il proposito che è emerso da parte di tutti è quello di individuare le opere più necessarie e utili, stabilendo un ordine di priorità, con il coinvolgimento della direzione infrastrutture, di Trenord e Sea, per identificare lo strumento giuridico più rapido per poterle realizzare». Regione e Cuv si sono dunque accordati sull’ipotesi di arrivare entro Pasqua a concordare «un protocollo d’intesa con le opere da fare, a seconda delle priorità, per poi partire con gli accordi di programma su ogni singola opera, in modo da velocizzarne i tempi». Un primo passo concreto che i sindaci portano a casa con soddisfazione.