Malpensa sotto sorveglianza

La Prealpina - 26/01/2017

Gallarate risolleva l’attenzione su Malpensa. Dopo un annetto di silenzio, tra ultima fase della vecchia giunta di centrosinistra e rodaggio del nuovo esecutivo di centrodestra, l’amministrazione comunale ripropone un organismo fisso di emanazione consiliare che si occupi dei riverberi positivi e negativi dei due terminal della brughiera sulla città capofila della zona. Ma non si tratta più dei comitato di prima, bensì di una commissione speciale presieduta direttamente dal sindaco, Avrà comunque come principale interlocutore sempre Sea. Cioè, la società di gestione degli aeroporti milanesi.

Peccato, quindi, che dal cda del gestore sia stato fatto uscire per ragioni politiche interne al Partito democratico il gallaratese Mario Aspesi – ex primo cittadino della vicina Cardano al Campo, ex presidente di turno del Consorzio urbanistico volontario, ex presidente per due mandati di Ancai (Associazione nazionale comuni aeroportuali italiani), ex consigliere provinciale del Pd e tanto altro – e che nel board presieduto da Pietro Modiano e in generale ai vertici del gruppo non ci sia più un rappresentante del territorio. Almeno uno. Se non si può di più. Come qualche anno fa, quando addirittura un varesino era presidente (Giuseppe Bonomi) e un varesotto era nel consiglio di amministrazione (Raffaele Cattaneo). Tra l’altro in un periodo, questo, nel quale si devono compiere le scelte decisive sul nuovo Masterplan.

Ma questa è un’altra storia. Con o senza rappresentanti territoriali al suo interno, Sea sarà il soggetto principe al quale si rivolgerà la commissione speciale Malpensa. Che sarà presentata e istituita lunedì sera durante la prima seduta dell’anno del consiglio comunale (appuntamento alle 20.45 a Palazzo Broletto). E che, oltre ad avere il sindaco Andrea Cassani alla presidenza, sarà composta da un componente e da un esperto esterno per ogni gruppo consiliare. Un po’ come era il comitato emanato dalla commissione Attività produttive durante la giunta Guenzani.

A portare avanti la pratica su indicazione dell’amministrazione è il presidente del consiglio comunale, Donato Lozito, che illustrerà i contenuti in aula. «Ho voluto dare una veste più istituzionale e strutturata al gruppo di lavoro, perciò ho scelto la forma della commissione speciale rispetto a quella del comitato», anticipa Lozito. «Si occuperà di Malpensa e di tutti i problemi a essa legati sotto il profilo sia occupazionale sia ambientale. Pensiamo a un monitoraggio costante con il coinvolgimento di Sea e pure delle associazioni di categoria».

Attenzione alle rotte

 

Non si è mai pronunciato su questioni che riguardassero le rotte e l’ambiente. Il Comitato per Malpensa, così come vollero i suoi ispiratori Dario Terreni (sotto il profilo politico) e Gianni Scapellato (l’esperto tecnico), nacque durante il quinquennio Guenzani per contribuire al dibattito sul rilancio dello scalo varesino, per analizzare gli aspetti economici, per intercettare possibilità di sviluppo della città offerte dalla presenza di un aeroporto intercontinentale (il secondo in Italia per numero di passeggeri trasportati) a pochi chilometri di distanza. Ma ora che il comitato è pronto a rinascere attraverso l’azione di nuovi attori protagonisti, uno dei primissimi aspetti da valutare è se la politica gallaratese, attraverso questo organismo, voglia tornare a parlare di ricadute ambientali e di rumore, due temi lasciati a pressoché esclusivo appannaggio del Cuv, ovvero il tavolo dei nove sindaci dell’intorno aeroportuale (Somma Lombardo, Arsago Seprio, Casorate Sempione, Vizzola Ticino, Cardano al Campo, Samarate, Golasecca, Ferno e Lonate Pozzolo) al quale non si accomoda Andrea Cassani. Perché se è pur vero che Gallarate non è ubicata a ridosso delle piste di decollo, è altrettanto vero che il rombo degli aerei si sente anche sopra Palazzo Borghi e in particolar modo su Moriggia e Crenna.

«Due rioni in cui le lamentele sul rumore degli aerei sono costanti, un segno evidente che qualcosa non funziona». Lo disse nel giugno del 2014 l’allora assessore Cinzia Colombo, l’unica – e forse anche l’ultima – che si occupò di questi temi all’interno dei confini comunali. All’epoca la discussione verteva sulla sperimentazione di una nuova rotta di decollo (poi diventata definitiva), la 070P, una nuova Sid d’uscita per gli aerei in decollo sopra le aree boschive che dividono i centri abitati di Casorate Sempione e Arsago Seprio. In linea teorica avrebbe dovuto sgravare la 040 di parte del traffico aereo, portando dunque benefici in termini di percezione del rumore sia su Moriggia sia su Crenna. Il condizionale è d’obbligo perché più nessun amministratore gallaratese, in particolare dopo il cambio di maggioranza con le elezioni del 2016, ha più messo la testa nei numeri sulle rilevazioni dei decibel e nei tracciati radar prodotti da Sea (società di gestione di scalo) e da Arpa.

La rinascita del Comitato per Malpensa, con la nuova forma che il centrodestra vorrà dargli, appare dunque più che mai tempestiva. Perché uno dei temi sul tavolo nel primo semestre 2017 del Cuv è proprio la firma sullo scenario definitivo delle rotte di decollo. Da mesi è ormai in atto un lungo braccio di ferro tra il sindaco di Somma Stefano Bellaria – che chiede un alleggerimento del carico sulle rotte di nordovest in quanto ritenuto squilibrato – e i colleghi di Casorate e Arsago, contrari a toccare l’assetto attuale. Dato che gli aerei di Casorate e Arsago sono gli aerei di Gallarate, una revisione dell’assetto andrebbe a discapito anche dei cittadini di Moriggia e di Crenna.

Ecco perché l’ingresso nella discussione di Gallarate, con il suo peso politico e con il suo comitato, da qualcuno non sarebbe considerato come un’ingerenza. Tutt’altro. Potrebbe persino rivelarsi come un utile, sebbene ingombrante, alleato.