Malpensa si prepara al Bridge Ma parte la guerra ambientale

Progetto Bridge, ecco cosa cambia con il trasferimento dei voli da Linate a Malpensa Per tre mesi con la chiusura di Linate, dal 27 luglio al 26 ottobre, per motivi di safety e di security. Sea lo ha spiegato ieri pomeriggio a Lonate Pozzolo in una affollatissima assemblea pubblica convocata dai nove comuni del Cuv, presenti tutti i sindaci e la presidente di turno Nadia Rosa (Lonate Pozzolo) dove non sono mancate le contestazioni e gli striscioni dei gruppi ambientalisti. Presenti pure le forze dell’ordine con i carabinieri e vigili per garantire la sicurezza dell’assemblea. Assemblea aperta con l’annuncio di Alessandro Fidato (Sea) della vittoria di Milano e Cortina per le Olimpiadi del 2026 che «saranno una occasione per migliorare la viabilità attorno a Malpensa».

Traffico, rotte e interventi

Sea ha presentato il piano con Alessandro Fidato (direttore responsabile degli scali di Malpensa e Linate) e altri manager della società. Con il progetto Bridge, vero ponte di collegamento tra i due scali, ci sarà un incremento medio dei passeggeri pari al 30% e dei movimenti del 45%. Il valore medio dei passeggeri al giorno sarà di 115mila. E grazie all’effetto Bridge si registreranno nel 2019 ben 226mila movimenti annui. Superiori ai 190mila dell’anno scorso. Ma inferiori ai 260mila del 2007 prima del de-hubbing di Alitalia. Sea ha messo in evidenza l’attenzione a cercare di limitare il più possibile il disagio. Attraverso una ripartizione e una alternanza delle rotte. Tanto che le partenze saranno dalle 6 alle 15 sulla pista 35L e dalle 15 alle 24 sulla 35R. Ma Bridge ha anche una finalità occupazionale. Con oltre settecento risorse umane trasferite giornalmente a Malpensa. E prima del 27 luglio, inizio del periodo di Bridge, si trasferiranno oltre trecento tra mezzi e attrezzature in sole due notti a Malpensa. Uno sforzo immane anche dal punto di vista logistico e organizzativo con la riqualificazione della viabilità e realizzazione di nuovi parcheggi. Sea ricorda come le compagnie aeree hanno riprogrammato i propri slot in parte pure su Bergamo. E l’investimento totale (48 milioni per Linate ed oltre 18 per Malpensa) sfiora i 70 milioni di euro.

La rabbia degli ambientalisti

Tanti striscioni dei gruppi ambientalisti lombardi e piemontesi. Ecco il senso della protesta: «Basta chiacchiere», «Più aerei, più auto uguale più inquinamento uguale più morti», «SEA Senza Etica Ambientale», «Siamo stufi. Basta aerei sulle nostre teste. Basta Inquinamento. Basta Rumore». Infine la domanda: «Perché si fanno operazioni che realizzano il Masterplan senza che sia mai stata approvata una Valutazione Ambientale Strategica o una Valutazione di Impatto Ambientale»? Riassume Walter Girardi (Viva via Gaggio): «Mai citata la parola territorio. Passaggio preventivo doveva essere la VIA». Sul tema ci sarà anche una interrogazione parlamentare dell’onorevole Rossella Muroni (LEU). Prosegue Girardi: «Troppi voli su un territorio compromesso. Ci sta giuridicamente ed ambientalmente questo trasferimento ben sapendo che Malpensa ha già superato il limite massimo di 21 milioni di passeggeri sanciti dal piano regolatore?». Questa in sostanza la sintesi e critica finale. «Che senso ha una assemblea dove il territorio è stato escluso».

Confronto per limitare i disagi

In apertura le parole del presidente Cuv Nadia Rosa: «Nostro obiettivo è limitare i disagi, serve il dialogo e il confronto, il muro contro muro non porta da nessuna parte, serve governare la realtà e gestire il fenomeno con attenzione, realismo e responsabilità. Chiediamo a Sea il monitoraggio del rumore e la qualità dell’aria». I sindaci non hanno parlato. Ieri sera hanno scelto di ascoltare.