Malpensa – Settemila imprese a rischio Cuv: non vi abbandoniamo

La Prealpina - 25/06/2021

I dati delle prenotazioni delle principali compagnie aeree sembrano essere incoraggianti, l’offerta di destinazioni nelle più ambite località di mare è cospicua e dall’11 al 17 giugno lo scalo ha visto (per la prima volta nel 2021) transitare oltre 210mila passeggeri in una sola settimana. La speranza è che luglio e agosto confermino questi indicatori di ripresa, piccola ma vitale. L’obiettivo del rilancio dell’aeroporto e del suo indotto resta fondamentale. A ricordarlo, le pesanti statistiche divulgate martedì nell’ambito della video-presentazione del sondaggio (effettuato per conto dell’Osservatorio sul terziario “Spazio indagine Varese”) sugli effetti della crisi economica nell’area di Malpensa: tra le 400 e le 500 imprese chiuderanno, altre 6/7mila sono in bilico, oltre 12mila lavoratori rischiano di perdere il posto.

Una situazione di fronte alla quale non è insensibile il Cuv (Consorzio urbanistico volontario), per il quale parla il suo presidente (e sindaco di Arsago Seprio), Fabio Montagnoli: «Quello delle imprese è un problema molto dibattuto da quando c’è la pandemia, come Cuv abbiamo sempre posto l’attenzione su questo tema». Secondo Montagnoli la strada da seguire consiste nel «continuare con i ristori ai lavoratori, in attesa della ripresa vera e propria, che sarà verso fine del 2023. Abbiamo anche sostenuto che si debbano dare maggiori aiuti alle imprese, e anche Sea sta cercando di attivarsi su questo. A breve, probabilmente a inizio luglio, come Cuv terremo una riunione per portare avanti la nostra linea di sostegno al territorio».

Il tema di un patto per rilanciare Malpensa, che veda attivarsi pure una collaborazione stretta tra sindaci del territorio e istituzioni, è senz’altro avvertito come imprescindibile: «Abbiamo avuto degli incontri in videoconferenza con la regione, con Sea, con l’Enac, i rapporti ci sono. L’orientamento che è stato proposto, anche da Sea, è di dare attenzione particolare ai Comuni del territorio», riporta Montagnoli.

Altro tema chiave che investe le possibilità di sviluppo del Varesotto concerne il Masterplan 2035. Recentemente il ministero della transizione ecologica ha sospeso la procedura di valutazione di impatto ambientale su richiesta dell’Enac. Il piano è «oggetto di diverse osservazioni, dobbiamo capire se possano essere recepite, considerando anche che è stato redatto prima della pandemia». Qualche aggiornamento sarebbe dunque opportuno, fermo restando un caposaldo che deve guidare l’estensione dell’aeroporto: «Per noi l’importante è evitare la cementificazione. L’ideale sarebbe sfruttare le aree delocalizzate esistenti attorno allo scalo». In ogni caso, Montagnoli tiene a precisare un concetto: «Il Cuv non è contrario all’aeroporto, ma vuole ragionare assieme al suo territorio. Siamo una parte attiva di un dialogo e di un confronto importante». Un confronto che dovrà garantire frutti importanti nel nome di Malpensa.