Malpensa – Rotta verso il 2024

La Prealpina - 19/11/2021

 Gli aeroporti di Malpensa e Linate viaggiano su un -38 per cento rispetto al prepandemia. A rivelarlo è Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, che dichiara: «La ripresa si sente anche da noi», ricordando che il sistema aeroportuale milanese in inverno era bloccato sul -85. Il bilancio 2021, tuttavia, «resta ancora negativo». Si guarda al 2022: «L’anno prossimo ci aspettiamo che il rimbalzo si consolidi, però un ritorno ai numeri pre-Covid ce lo aspettiamo tra il 2024 e il 2025». Una conferma, insomma, di quanto lo stesso Brunini aveva dichiarato a febbraio durante l’audizione sulla situazione del traffico aereo in Commissione Malpensa, in seno al consiglio comunale di Gallarate (tra le città più implicate dalla crisi: migliaia i lavoratori impegnati in aeroporto, circa 300 dipendenti del gestore).

Maggiori difficoltà

Il Terminal 1 nell’ultimo anno ha recuperato con maggiori difficoltà rispetto al Forlanini. Il motivo per l’a.d. di Sea è semplice: «Linate, che è più vocato alle destinazioni domestiche ed europee, recupera più velocemente di Malpensa, che ha una quota importante di traffico intercontinentale. Questa parte soffre ancora e tarda a riprendersi, sebbene anche lì stiamo vedendo i primi segnali di ripresa». Mesi fa si era d’altronde discusso sull’opportunità di chiudere Linate, convogliando i voli sulla struttura varesina. Ma dal Governo non è mai arrivato alcun riscontro. Questione archiviata. Si è riscontrato invece come i voli extra-europei siano stati la croce per l’aeroporto per mesi. Tuttavia l’autunno porta cambiamenti. Da Hong Kong al Brasile, dal Kuwait all’Iran, tanti i Paesi lontani sono nuovamente connessi al Varesotto.

I numeri

Tra 2024 e 2025 è previsto il periodo di ripresa dei volumi 2019, dunque. Intanto, rispetto al 2020, che ha azzerato le conquiste degli anni precedenti, ci sono progressi. Malpensa in ottobre ha registrato circa 1.190.000 passeggeri (a ottobre 2020 furono 478.165). Inoltre, 4.745.346 sono stati gli utenti tra giugno e settembre (un anno fa 2.514.198). La salute del T1, pur non al top e piagato dal destino incerto di migliaia di lavoratori, registra miglioramenti. È vivo. E comincia a ragionare sulle sfide di domani.

Il futuro

Si parla di investimenti in tecnologia e transizione ecologica per disegnare lo scalo del futuro. Brunini specifica come Sea sia impegnata su tre progetti. Per l’infrastruttura: «Stiamo selezionando un partner energetico che ci aiuterà ad accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili. C’è una gara in corso che riguarda gli impianti di produzione di energia a Malpensa e Linate, che verranno venduti a un top player italiano del settore energetico». La decisione dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2022. Sono poi stati ricordati i due progetti per la transizione: da una parte Olga (hOListic Green Airport), sostenuto dall’Ue per mitigare l’impatto ambientale del settore (si aspira a creare in brughiera una valle a idrogeno). Dall’altra, la creazione di vertiporti. L’obiettivo è essere pronti per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: «Questo significa avere nel giro di 2-3 anni i primi voli sperimentali».