Malpensa riscopre l’Italia Decolla il traffico nazionale

La Prealpina - 01/02/2017

Lo scalo varesino, diceva soltanto una settimana fa il presidente di Sea Pietro Modiano durante la sua ultima visita ufficiale in aeroporto, soffre ancora di una carenza di voli domestici, «un settore dove si può fare di più». I dati disaggregati del 2016, un anno positivo che ha registrato un ritmo di crescita che non si vedeva da anni (19.311.565 passeggeri, più 4,7 per cento rispetto al 2015) mostrano che si sta già tentando di fare di più. Eccezion fatta per easyJet e il suo network che ruota attorno al T2, con il dehubbing del 2007 e la dismissione di Air One i voli nazionali al T1 erano praticamente scomparsi. Resistevano il Milano-Roma di Alitalia, peraltro chiuso ieri a seguito dell’annuncio dato durante le vacanze natalizie, i collegamenti estivi di Meridiana incentrati sulla Sardegna e poco altro ancora.

L’avvento di Ryanair e i nuovi investimenti di easyJet nel 2016 hanno però consentito a Malpensa di invertire la rotta. Non ancora con numeri soddisfacenti, ma perlomeno con percentuali in crescita.

La componente nazionale del traffico complessivo di Malpensa ammonta infatti a 2.693.131 passeggeri, pari a un balzo in avanti del 6,2 per cento. Merito dei voli verso Comiso e Catania (ai quali si aggiungeranno Palermo e Lamezia Terme) della compagnia irlandese, nonché delle buone performance degli orange verso Napoli, la Sardegna, Bari e Brindisi.

A poco a poco, insomma, le low cost stanno restituendo allo scalo varesino un bacino interessante, tale da poter cominciare a mettere in relazione i collegamenti di corto raggio con i voli intercontinentali. Gli effetti sono due: si consente agli abitanti del Sud Italia e delle isole di raggiungere Malpensa e poi da lì spostarsi nel mondo, oppure agli stranieri di sbarcare in brughiera e poi muoversi in autonomia verso le spiagge e le città d’arte del Meridione. Il lungo raggio, infatti, resta la vocazione primaria dello scalo varesino nonché ciò che lo differenzia dagli altri due aeroporti lombardi (Linate e Orio al Serio), sebbene lo scorso anno il settore abbia subito una leggera contrazione. Se i voli europei, infatti, crescono ancor più dei collegamenti nazionali (10.224.973 passeggeri, più 9,2 per cento), il numero di utenti sugli aerei diretti al di fuori dei confini comunitari è diminuito rispetto all’anno precedente. Sono 6.393.461, per un decremento percentuale del 2,45 per cento. A trainare verso il basso il comparto extra Ue ci sono i collegamenti verso il Nordafrica e la Turchia che costituiscono una fetta importante del traffico aereo a Malpensa ma che sono in netto calo a causa del terrorismo e della instabilità politica dell’area.