Malpensa preoccupa solo gli addetti ai lavori

alle carte del nuovo Masterplan è sparita la terza pista (almeno fino al 2030), il mega polo logistico da realizzare sulla brughiera del Gaggio si è notevolmente ridotto (da 430 ettari a 60 più 30) e anche le previsioni di traffico sono state ridimensionate: secondo Sea, gli attuali 18,8 milioni di passeggeri all’anno diventeranno 23,2 nel 2020, 28 nel 2025, 32,5 nel 2030. Tra quindici anni, il precedente Piano industriale ne contemplava addirittura 49,5.

«Tuttavia le preoccupazioni rimangono», ha detto ieri sera il sindaco di Arsago Seprio Claudio Montagnoli, padrone di casa del consiglio comunale aperto dedicato al Piano industriale di Malpensa 2015-’30. «Perché la gente vive con Malpensa, è vero, ma vive anche sotto le rotte di Malpensa».

Rivolgendosi al presidente di Sea, Pietro Modiano, ospite d’eccezione dell’assemblea civica, Montagnoli ha ribadito la necessità di trovare un equilibro tra le legittime ambizioni di sviluppo di un aeroporto intercontinentale e la tutela delle popolazioni che vivono attorno allo scalo. «Qui, soltanto tre anni fa, non avremmo potuto fare questa riunione perché al passaggio degli aerei tremavano i muri» ha detto Montagnoli, sottolineando che anni di dialogo tra aeroporto e territorio hanno portato per esempio a «Una più equa ripartizione del traffico» dettata dal nuovo scenario entrato in vigore un anno fa e che non ha alcuna intenzione di modificare.

Ma non è il passato a spaventare il primo cittadino arsaghese, bensì il futuro. «Non sarò io a presiedere questo consiglio, ma sono certo che se l’aumento dei volumi di traffico dovesse portare a valori che mi preoccupano, sono sicuro che saranno i sindaci maggiormente penalizzati a chiedere non la terza ma anche la quarta pista per spalmare il disagio». Eccoli i dati che spaventano Montagnoli: 32 milioni di passeggeri nel 2030 significano «Novantamila passeggeri giornalieri, uno scenario che prevede una capacità oraria di 80 movimenti, un raddoppio del settore cargo che passerebbe dalle attuali 490mila tonnellate di merci all’anno a 660mila nel 2020, 820mila nel 2025 fino a raggiungere il milione nel 2030».

La tappa arsaghese (Modiano presenterà il Masterplan in tutti e nove i Comuni del Cuv, a Gallarate e nei Comuni di secondo fascia in un incontro unico già fissato ad Azzate) era tra le più temute di Sea. E invece la scarsa affluenza di pubblico, sottolineata proprio da Montagnoli, ha bagnato la miccia di una potenziale polveriera. Gli “Amici della natura ad Arsago” hanno protocollato un documento molto duro pieno di riferimenti normativi e studi sanitari, ma la portavoceRaffaella Filippini ha concentrato il suo intervento sulla necessità di trasparenza nella pubblicazione dei dati sul rumore, oggi limitati a medie mensili anziché a pubblicazioni giornaliere in grado di evidenziare i picchi di decibel. Vilcher Andreotti, presidente della Commissione Ambiente del Comune, ha riportato invece d’attualità la tangenziale Arsago-Somma che collegherebbe Malpensa con l’A26 a Besnate: «L’accessibilità all’aeroporto da nord resta un problema irrisolto».