Malpensa Nuova ferrovia, che pasticci

La Prealpina - 14/12/2018

Non poteva esserci acronimo più azzeccato – PAUR, Provvedimento autorizzativo unico regionale – per la complicata e arzigogolata procedura burocratica che sovrintenderà la già controversa opera destinata a tagliare i boschi di Casorate Sempione. Ieri mattina al tavolo di Regione Lombardia c’erano praticamente tutti i soggetti interessati dal progetto della tratta ferroviaria che dovrebbe collegare le due stazioni dell’aeroporto di Malpensa con la linea del Sempione a Gallarate. Ma quella che, dalle previsioni della vigilia, avrebbe dovuto essere una riunione breve ed interlocutoria – un passaggio formale e burocratico a chiusura della fase di verifica della completezza documentale della procedura, in vista della conclusione del periodo delle osservazioni, i cui termini sono stati riaperti fino al 27 gennaio – è stata in realtà una riunione-fiume di qualche ora, che ha lasciato gli amministratori locali presenti con maggiori perplessità di quelle che avevano prima.

Tra le novità emerse nel corso dell’incontro, il fatto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, assente ieri, abbia eccepito con una lettera sul fatto che tutte le competenze sulla procedura siano di Regione Lombardia, arrogandosi l’onere di convocare a sua volta una conferenza di servizi, a procedura di VIA conclusa, per recepire una serie di pareri. Una diatriba tra Stato e Regione che rischia di complicare ulteriormente un castello burocratico che già appare estremamente complesso.

«Non abbiamo capito con chi dobbiamo interloquire, se con la Regione o con il ministero – si chiede il sindaco di Casorate Sempione Dimitri Cassani – questa diatriba è un segno evidente della straordinaria complessità della procedura, che viene svolta per la prima volta in assoluto, anche se i tecnici si sono ripromessi di dipanare in tempi brevi la questione».

Le numerose perplessità portate al tavolo sull’opera, già messe in chiaro a settembre quando Regione fu costretta a sospendere la procedura, sono state invece rinviate alla fase di presentazione delle osservazioni, visto che da parte degli enti presenti non è emerso nessun ostacolo o vincolo così rilevante da poter cassare la procedura.

Intanto Regione, per voce dei suoi funzionari, avrebbe spuntato un’arma in mano ai detrattori dell’opera, chiarendo che la procedura per il raddoppio dei binari della Rho-Parabiago, che secondo lo studio del Politecnico è indispensabile per rendere conveniente l’analisi costi-benefici della Gallarate-T2, sarebbe già quasi due anni avanti rispetto a quella della ferrovia in brughiera. Poche certezze, però, e tanti dubbi ancora aperti.

Di sicuro il 15 gennaio prossimo è in programma il sopralluogo sulle aree dove dovrebbe sorgere l’opera, mentre il prossimo passaggio in conferenza di servizi verrà aggiornato dopo il 27 gennaio, per la valutazione delle osservazioni pervenute. Insomma, la partita è ancora lunga.