Malpensa Masterplan – Gallarate sta con Sea

La Prealpina - 01/04/2022

«Un appoggio che riteniamo fondamentale». Così il chief operating officer di Sea, Alessandro Fidato, ai vertici della società che gestisce Malpensa, ha definito ieri sera il supporto alla causa del Masterplan 2035 che potrebbe venire da Gallarate. Un supporto tanto fondamentale da fargli lanciare «un appello al sindaco» Andrea Cassani durante la riunione della commissione Malpensa nella sala consiliare di Palazzo Broletto. E Cassani non se l’è fatto dire due volte: «Buttiamo giù nei prossimi giorni una lettera condivisa a Regione, al ministro Cingolani e al Mise per far sentire la voce di questa commissione e del Comune di Gallarate».

1.524 ragioni

Il primo cittadino è pronto dunque a scomodare il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e il proprio collega di partito Giancarlo Giorgetti, titolare del dicastero per lo Sviluppo economico, oltre che Milano. E ha almeno 1.524 ragioni per farlo: tanti, secondo i dati di Fidato, erano i gallaratesi che a diverso titolo lavoravano a Malpensa nel 2021. Prima della pandemia erano 150 in più, 1678, ma la crisi imposta dal Covid al settore del trasporto aereo ha fatto saltare nove posti ogni cento. Se non passasse il Masterplan, secondo le stime di Sea, ci sarebbe da attendersi un ulteriore calo dell’occupazione legata all’aeroporto fino a 13.500 unità.

Etichetta ambientalista

Duro con i sindaci del Cuv, il Consorzio urbanistico volontario, e con le associazioni contrarie all’ampliamento il capo dell’esecutivo gallaratese. Cassani ha parlato di «piccolo sacrificio» per il territorio e definito «atteggiamento un po’ ipocrita» quello di ignorare la qualità dei terreni e l’inquinamento derivante dal traffico su gomma. «Somma chiede una tangenzialina da 60 milioni: mi sembra un po’ troppo», la sottolineatura.

Via Gaggio

«Non andiamo a sterminare ettari ed ettari di brughiera», è invece la puntualizzazione di Fidato. «Ma lo 0,1 di brughiera ben conservata su 45 ettari». Pena in caso di mancato via libera dovere stoppare l’espansione del cargo che ha già raggiunto più in fretta del previsto il volume preventivato: «Se non realizziamo l’ampliamento le merci viaggeranno su camion verso altri scali europei».

Le domande

A porre domande i tecnici chiamati a supportare i commissari espressione delle forze politiche rappresentate in Consiglio. Nessun dissenso alla proposta del sindaco di far partire la lettera verso Regione e Governo. Anzi. «Trovo giusto che Sea pensi allo sviluppo», ha sottolineato Roberto Borgo, che si occupava di territorio a Malpensa ai tempi di Giuseppe Bonomi, convocato in aula dalla consigliera Sonia Serati (+Gallarate). «Ma non toccateci via Gaggio, è un gioiellino: se qualcuno pensa di toccarlo gli spariamo». E di cose da approfondire ce ne sarebbero parecchie: «Le cose belle per il territorio vengono dopo», ha aggiunto all’uscita.

Cassani rilancia: «Coinvolgiamo ancheil ministro Giorgetti»

«Abbiamo una completa unità di intenti in consiglio comunale». Sicché da Palazzo Borghi partirà un’esortazione forte alla volta di Palazzo Lombardia e Palazzo Chigi affinché Regione e Governo benedicano lo sviluppo di Malpensa indicato dal Masterplan 2035. Il sindaco Andrea Cassani, però, non si ferma al ministro Roberto Cingolani (Transizione ecologica), cioè il principale referente sul nullaosta alla Valutazione di impatto ambientale – decisione attesa entro giugno – che può sbloccare o fermare il piano. Il primo cittadino leghista chiederà appoggio anche al ministro Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico). Perché, come ricorda, «l’aeroporto è la prima azienda del territorio e i dati lo dimostrano». Ma anche perché Giorgetti è un big della Lega, è varesotto, conosce perfettamente la situazione, ha un peso non indifferente nell’esecutivo di Mario Draghi.

Insomma, Cassani esce dalla commissione Malpensa soddisfatto e carico. Il ruolo di Gallarate, per quanto non al tavolo della mediazione e fuori dal Cuv, resta importante. Tanto che Sea, il gestore aeroportuale, glielo riconosce facendovi appello pubblico per voce del manager Alessandro Fidato (nella foto Blitz con il sindaco).

«Sea ci ha chiesto di esprimere una posizione», rimarca Cassani. «Non è previsto. Tuttavia ci sembra giusto, in qualità di soci e di amministrazione con il maggior numero di lavoratori aeroportuali, considerato che dalla commissione emerge accordo tra maggioranza e opposizioni, rimarcheremo di essere a favore di questo Masterplan. Scriveremo una lettera di sosteno allo sviluppo di Malpensa e la invieremo in Regione, dove oltre al presidente Fontana sono interessati gli assessori Cattaneo, Terzi e Foroni, e ai ministri Cingolani e Giorgetti». E i nomi non sono citati a caso. Quindi, d’un fiato: «Regione e Governo devono ragionare in ottica lungimirante e non in ottica nymby, not in my backyard, non nel mio cortile».

Fin troppo chiaro il riferimento a qualche Comune del Consorzio urbanistico volontario. Ma non c’è volontà di attacco politico. Piuttosto voglia di sottolineare la posizione di Gallarate. «L’area interessata dal Masterplan non è nemmeno di particolare pregio», conclude Cassani. «È giusto e comprensibile che Sea restituisca qualcosa al territorio. Ma infastidisce che richieste occupazionali vengano celate dietro motivazioni ambientaliste. Quando poi intorno all’aeroporto è tutto costruito».