Malpensa Masterplan – Ambiente al sicuro

La Prealpina - 17/12/2022

Un altro passo del lungo iter verso l’ampliamento dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa è stato fatto: Regione Lombardia ha infatti dato parere positivo al documento di valutazione dell’impatto ambientale (VIA) redatto per valutare gli effetti ambientali del progetto “Masterplan 2035” sul territorio coinvolto dallo scalo e ha comunicato la propria decisione favorevole al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

«Ora restiamo in attesa di cosa diranno da Roma», afferma Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia. «Ma al di là del giudizio che darà il Ministero, la delibera approvata dalla giunta all’unanimità il 15 dicembre ha un valore importante perché è il frutto di mesi di incontri tra le parti che sono serviti per definire un complesso di interventi necessari per l’ambiente e il territorio. Abbiamo condotto un lavoro di confronto per contenere l’espansione dell’aeroporto e per proteggere il più possibile la qualità dell’ecosistema circostante. Infatti, il nostro parere è sì positivo ma a patto che si rispettino gli impegni presi per quanto riguarda le prescrizioni e gli interventi di mitigazione ambientale». Inoltre, la delibera della Regione chiede l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero stesso deputato a sovraintendere e a monitorare la corretta esecuzione delle attività del progetto e delle prescrizioni contenute nel VIA, e che serva a garantire la trasparenza e la diffusione delle informazioni relative a tali attività. L’ultima versione del Masterplan 2035, progetto rivisto, aggiustato e rielaborato diverse volte negli ultimi anni, verrà realizzato per fasi in base al reale andamento del mercato e alle possibilità di sviluppo interno al sedime; la prima entro il 2025, la seconda al 2030 e l’ultima entro il 2035. Oltre all’adeguamento delle attuali strutture aeroportuali dei terminal 1 e terminal 2 al fine di rispondere alla domanda di traffico passeggeri, il Masterplan prevede che l’area cargo dell’aeroporto di Malpensa sia ampliata di 44 ettari, uno spazio grande quanto sei campi da calcio, nella zona sud dello scalo dove è presente la brughiera, un ecosistema unico e ricco di biodiversità. Questo aspetto negli anni ha sollevato diverse critiche, contestazioni e dibattiti tanto che la proposta inziale di Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile e proponente del progetto di espansione, che prevedeva l’uso di 90 ettari è stata rivista.

Il nuovo assetto però non piace a Legambiente che vede nel progetto, anche se ridimensionato, un’occasione persa. «La Regione sacrifica 44 ettari di brughiera agli interessi dell’aeroporto e a fronte di insignificanti compensazioni che di ambientale hanno ben poco», è la reazione di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, al parere positivo della giunta. «Un’area di grande valore per la biodiversità, unica nel Nord Italia e insostituibile per il suo significato ecologico, è considerata da Regione non sufficientemente importante rispetto alla valenza infrastrutturale di un’area cargo che invece potrebbe trovare altre collocazioni all’interno dell’immenso sedime di Milano Malpensa, semplicemente modificando il progetto».