Malpensa – Le merci “volano”

La Prealpina - 07/12/2022

Malpensa è il primo aeroporto a puntare sul “fast transfer”, una procedura che snellirà le fasi di sdoganamento delle merci. Ieri, infatti, è partita la sperimentazione di questo processo automatizzato con la diretta dalla sala Malpensa Center del terminal 1 del primo trasporto di merci dai magazzini di temporanea custodia aeroportuale, posti nella Cargo City, al magazzino di temporanea custodia dello spedizioniere autorizzato, l’azienda Sebi di Vizzola Ticino. L’amministratore delegato di Sea, Armando Brunini, e il direttore generale dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, Marcello Minenna, hanno salutato l’innovazione tecnologica che permetterà di velocizzare i tempi di giacenza, delocalizzando e automatizzando il processo di trasferimento della merce in arrivo da un Paese extra-Ue. Di fatto la merce, utilizzando questi corridoi digitali, viene sdoganata non più all’interno del sedime aeroportuale ma in un altro luogo accreditato. Il proprietario o il responsabile della merce, che sarà continuamente geolocalizzata e monitorata, potrà spostare i prodotti arrivati all’aeroporto senza dover aspettare i tempi richiesti per le procedure di sdoganamento e compierle invece nel proprio magazzino. Questo nuovo modo di gestire le operazioni permetterà di ottimizzare i tempi, di abbassare i costi di giacenza e di migliorare la logistica di magazzino.

«L’innovazione digitale che abbiamo sviluppato insieme all’Agenzia delle accise, dogane e monopoli permetterà a Malpensa di diventare sempre più attrattiva e competitiva a livello internazionale, e a richiamare così un maggior flusso di merci», afferma Paolo Dallanoce, responsabile cargo e management di Sea. «Con una gestione del sistema più snella ed efficiente, infatti, potremo incrementare la nostra capacità di ricezione: le merci arrivano, ma escono più in fretta lasciando spazio a quelle successive, e così via. Adottare queste procedure digitalizzate fa parte di una visione di sviluppo che ci permetterà di crescere in attesa di un aumento delle nostre infrastrutture». Il fast transfer è già in uso in alcuni porti italiani e, con la sperimentazione partita ieri, Malpensa potrà fare da apripista per quella che il direttore generale di Adm Minenna ha sottolineato debba diventare «una best practice a livello aeroportuale ed europeo». Per un aeroporto come quello di Malpensa, che è il primo scalo italiano per traffico merci e che nel solo 2021 ha trasportato 741 mila tonnellate di articoli, dotarsi di questa procedura rafforzerà il suo ruolo nel sistema della filiera della movimentazione. Per ora a sperimentare questi corridoi è appunto l’azienda Sebi, operatore individuato da Sea, ma Dallanoce auspica che «con una buona comunicazione siano molti gli spedizionieri che ne faranno richiesta. Inoltre, abbiamo intenzione di ampliare l’offerta. È, infatti, allo studio un metodo per procedere allo sdoganamento in volo, cosicché quando la merce atterra sia già possibile per l’operatore ritirarla senza ulteriori operazioni».

«Innovazione e crescita»

È il numero 1 per il traffico merci in Italia e Malpensa vuole restare ai vertici. Lo fa adottando nuove procedure digitali come quella inaugurata ieri che permetterà di snellire le pratiche dogali. «Abbiamo avuto il balzo del 2021 e siamo cresciuti di un terzo dei volumi», spiega Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. «Per consolidare questo trend di sviluppo e non farci indebolire dalla crisi energetica, dalla guerra e dalle conseguenza dell’emergenza pandemica dobbiamo puntare sul miglioramento dei servizi così da attirare sempre più operatori del settore. Il fast transfer è un’innovazione concretamente utile che aumenterà la capacità di crescita dell’area cargo. Questa procedura è parte del processo di digitalizzazione che permetterà al nostro sistema di essere sempre più efficiente e dare sempre più servizi ai nostri clienti. Per catturare più traffico merci possibile c’è bisogno di avere processi doganali più veloci e facili, e questo applicativo che ci rende il primo caso di aeroporto italiano a farne uso è un esempio virtuoso di innovazione che darà la capacità a Malpensa di crescere». Una grande leva, secondo Brunini, che all’inaugurazione ha ricordato anche il Masterplan 2035 e la sua importanza. «Siamo in attesa che il progetto di ampliamento di 40 ettari del sedime aeroportuale venga approvato. Se così sarà, come auspichiamo, questa spinta infrastrutturale permetterà di avere più spazio per le merci e rappresenterà un ulteriore sviluppo e potenziamento per cargo city». Il protocollo di intesa del Masterplan 2035 è stato firmato a giugno di quest’anno da Regione Lombardia, Enac, dai rappresentanti del Cuv (il consorzio urbanistico volontario che raggruppa i comuni dell’intorno aeroportuale), da Provincia di Varese e Sea, e ora è al vaglio del ministero della transizione ecologica. Se verrà approvato, il taglio del nastro non si avrà prima del 2026 o del 2027.

Nel frattempo puntare sull’efficienza digitale per dare impulso all’aerea cargo è una priorità. «Ora che la sperimentazione dei corridoi fast è iniziata ci auguriamo una risposta positiva e che sempre più operatori si accreditino per far parte di questa nuova realtà», afferma l’amministratore delegato.