Malpensa: le cifre del disastro

La Prealpina - 12/01/2021

In attesa che Assaeroporti elabori i numeri definitivi dell’annus horribilis delle strutture italiane, i numeri diffusi da Iata (International Air Transport Association) ed Eurocontrol confermano come la crisi di Malpensa si inserisca in un contesto internazionale ed europeo egualmente disastrato e preoccupante.

Numeri internazionali

Mentre lo scalo varesino ha perso circa 20 milioni di passeggeri (poco più di 7 milioni rispetto ai 28,8 milioni del 2019) e vede tante sue società e dipendenti andare avanti a fatica, a livello globale si incontrano dati altrettanto drammatici. Perdite per 118 miliardi di dollari. Un calo della domanda del 61% rispetto al 2019 (trend che risulta confermato nei primi dieci giorni del 2021). 16,4 milioni di voli contro i 38,9 milioni di due anni fa. 46 milioni di lavoratori nel limbo della precarietà. Questi alcuni dei numeri visionabili sul sito della Iata. Nel suo annual review del 2020, l’organizzazione ha definito la crisi in corso come la peggiore del settore dalla Seconda Guerra Mondiale (ben oltre quelle conseguenti l’11 settembre 2001 e alla crisi finanziaria del 2007/08). Oltre alla pandemia, stando a rilevazioni effettuate su campioni di passeggeri, un’influenza negativa hanno avuto le tante quarantene obbligatorie: in tal senso si è espresso l’83% degli intervistati. Un problema che era stato rimarcato nella realtà locale da Sea, che aveva invocato in sostituzione delle stesse i voli Covid-free e il passaporto sanitario digitale (che alcune compagnie presenti a Malpensa stanno testando).

Miliardi di perdite

56,2 miliardi di euro di perdite per aeroporti, compagnie e fornitori di servizi nel vecchio continente, oltre a 1,7 miliardi di passeggeri in meno. Eurocontrol ha inaugurato l’anno con i pessimi bilanci del 2020, contenuti nel documento “Think Paper #8”. In conformità a quanto sostenuto dalle fonti aeroportuali di Malpensa, il 2024 dovrebbe esser l’anno in cui si recupererà gran parte del traffico del 2019 (mentre sarà il 2026 quello del recupero completo). Nel documento di Eurocontrol ci si interroga però anche su questo 2021. Le speranze vengono racchiuse principalmente nella diffusione del vaccino, che però non sarà sufficiente per tutti né per far scomparire il Covid nei prossimi dodici mesi. Secondo le previsioni, quest’anno si dovrebbe recuperare il 51% dei voli del 2019 (nel 2020 ci si è attestati sul 44%). Sono prevedibili inoltre nuovi fallimenti di società, per cui si renderanno necessari strumenti di sostegno. Tra le misure che dovrebbero essere intraprese per il rilancio, ancora una volta se ne rinvengono molte su cui Sea si era già espressa favorevolmente: decarbonizzazione, mantenimento della connettività regionale, innovazione e investimenti ambientali. Voci che potrebbero essere finanziate con i fondi Next Generation UE. Viene invocata poi una riforma dei servizi di traffico aereo con la collaborazione degli stakeholders nel processo decisionale: si vedrà se qualcosa si muoverà in tale direzione nella realtà di Malpensa.