Malpensa La Superstrada è al collasso

La Prealpina - 29/11/2018

Superstrada 336 da incubo, oggi in commissione trasporti la risposta ufficiale di Regione Lombardia all’interrogazione del consigliere regionale del Pd Samuele Astuti (nella foto). «Finalmente» sottolinea l’esponente dem, non mancando di rimarcare che «nel frattempo la situazione è ulteriormente peggiorata» lungo l’arteria di accesso all’aeroporto di Malpensa.

Da un mese e mezzo

Risale infatti a un mese e mezzo fa, all’indomani dell’ondata di proteste dei sindaci del territorio che si affaccia sulla superstrada 336, l’interrogazione che Samuele Astuti aveva rivolto all’assessore alle infrastrutture e ai trasporti Claudia Terzi, per chiedere a Regione Lombardia di «realizzare, in collaborazione con i sindaci, le opere e le iniziative necessarie a decongestionare la superstrada e a renderla più sicura».

Il problema ormai è noto, visto che sono mesi che i sindaci del territorio invocano attenzione a Regione e ministeri competenti, affinché si intervenga per rendere più scorrevole e sicuro il tracciato della 336, il cui assetto nel tratto tra l’Autolaghi e il Terminal 2 è rimasto praticamente invariato dai tempi in cui la vecchia strada statale fu trasformata in superstrada, in occasione dei campionati del mondo di calcio di Italia ‘90.

In tilt ad ogni incidente

Da allora Malpensa ha quasi triplicato il numero di passeggeri, ma la 336 è rimasta la stessa, tanto che ad ogni incidente la superstrada va regolarmente in tilt. In particolare, il consigliere Astuti chiede all’assessore quali progetti abbia per migliorare la sicurezza della superstrada e per sgravare il traffico, e se ritenga di incontrare i sindaci del territorio che, preoccupati di code e incidenti, avevano rivolto un appello alla Regione per la riapertura del piano d’area di Malpensa.

Nel dettaglio, l’ex sindaco di Malnate chiede «se Palazzo Lombardia intenda finanziare, e in che tempi, la realizzazione della corsia di sicurezza e della messa in sicurezza degli svincoli tra Busto e Malpensa».

Problema di sicurezza

Anche perché, come farà notare Astuti all’assessore Terzi, al di là del congestionamento e degli ingorghi, l’assenza di una corsia di emergenza rappresenta un problema notevole: da un lato, in termini di accesso dall’aeroporto al più vicino ospedale (Busto Arsizio o Gallarate), dall’altro, per quel che riguarda l’accesso all’aeroporto per i mezzi di soccorso. In quest’ottica, il Comune di Cardano al Campo ha recentemente prospettato che il progetto della pista ciclabile tra lo svincolo Cardano-Casorate della 336 e il Terminal 2 possa avere una duplice funzione, anche come via di fuga e corsia riservata ai mezzi di soccorso diretti all’aeroporto (o in arrivo da).

Serve un’alternativa

Senza dimenticare che la stessa Anas ha recentemente fatto notare come non ci siano gli spazi fisici per un ampliamento della superstrada, quindi l’unico modo per risolvere il problema è creare una viabilità alternativa, come invocano i sindaci del Cuv richiamando alla necessità di realizzare le opere previste, ma mai attuate, nell’originario piano d’area del 1999.

A maggior ragione, in considerazione non solo della crescita di attrattività dell’aeroporto gestito da Sea (quest’anno sfonderà il record di 24 milioni e mezzo di passeggeri) e della Cargo City, ma soprattutto in previsione dell’estate 2019, quando il temporaneo trasferimento dei voli di Linate su Malpensa rischia di mandare del tutto kappaò la viabilità di accesso allo scalo aeroportuale. E anche in previsione del prolungamento della superstrada fino a Vigevano, che renderà la 336 sempre più strategica nello scacchiere infrastrutturale lombardo.

Progetto da 212 milioni Fermo in attesa del Tar

ella Statale 336 si parla dai tempi dei mondiali di calcio del 1990, ma di fatto oggi la strada è ancora un’incompiuta. se nel tratto tra la Milano-Laghi e l’aeroporto di Malpensa la Superstrada ha già bisogno di essere adeguata alle nuove esigenze del traffico, nel tratto tra l’aeroporto e la Milano-Genova, invece, resta ancora molto da fare. L’inaugurazione del primo tratto, quello tra Malpensa e Boffalora Ticino (e quindi l’autostrada Milano-Torino) risale al 2008. Ma fin dall’inizio l’opera era stata concepita per arrivare fino a Vigevano, cioè per diventare la “porta sud” dell’hub di Malpensa intercettando anche il traffico della Milano-Genova.

Complessivamente, nel progettare la Malpensa-Vigevano Anas aveva previsto un investimento di 420 milioni di euro. L’importo prevedeva anche la realizzazione di una bretella che avrebbe dovuto collegare il futuro svincolo di Albairate con la Tangenziale Ovest di Milano. Poi visto che non c’erano soldi la bretellina è stata cancellata, e il progetto è stato rivisto per abbassare i costi da 282 a 212 milioni di ero. Inaugurato giusto dieci anni fa il primo lotto, ora l’iter per la realizzazione del secondo è arrivato a un punto decisivo: nel 2017 il Consiglio superiore dei lavori pubblici aveva approvato il nuovo progetto, a febbraio era arrivato il via libera del Consiglio interministeriale per la programmazione economica. La delibera del Cipe era stata pubblicata il 26 luglio, in agosto erano subito partiti i ricorsi al Tar del Lazio. La strada è voluta da Regione Lombardia e dai sindaci di Magenta, Abbiategrasso, Vigegano, Ozzero e Robecco sul Naviglio; contro invece ci sono Città metropolitana e il parco agricolo Sud Milano. Oggi con l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi si parlerà anche di questo.