Malpensa – La riscoperta dell’America

La Prealpina - 11/11/2021

Goodbye, travel ban. Da lunedì gli Stati Uniti hanno riaperto le frontiere ai viaggiatori in arrivo dai Paesi dell’area Schengen, da Regno Unito, Irlanda, Cina, India e Brasile. La riapertura era stata annunciata il 20 settembre scorso dalla Casa Bianca. Adesso è divenuta ufficialmente operativa, ponendo fine a un anno e mezzo di restrizioni che avevano reso possibile l’ingresso solo per motivi di stretta necessità (quali lavoro, salute e studio).

Il provvedimento pone così termine al dramma dei tanti italiani impossibilitati a riabbracciare i propri cari che si trovano oltreoceano. Inoltre, comporta il ritorno dei viaggi per turismo negli Stati Uniti, aspetto che impatterà sicuraente anche sul volume di passeggeri in partenza e in arrivo a Malpensa.

I mesi passati

Dopo diversi mesi senza collegamenti sul fronte passeggeri, in primavera avevano riaperto le connessioni tra Malpensa e Usa (in un primo tempo con la sola destinazione New York). Ciò ricorrendo ai voli Covid-tested (con obbligo di tampone pre-partenza e all’arrivo). Pioniere in questo senso erano state Delta e American Airlines, seguite in estate da Emirates e Neos (con United Airlines attiva da maggio su Newark). Ma le restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti restavano un disincentivo e un fattore d’asimmetria con le regole varate in Italia. Qui i voli Covid-tested avevano permesso di superare la quarantena all’arrivo. Inoltre in estate si erano resi possibili gli ingressi dagli Usa per turismo, rendendo stridenti i divieti sul percorso inverso.

Nuove regole

Permangono attive alcune condizioni per l’ingresso. È infatti consentito solamente ai passeggeri “fully vaccinated”, ovverosia solo a chi abbia completato la vaccinazione da almeno 14 giorni, salvo alcune eccezioni (ad esempio per quanto riguarda i minori di 18 anni). Il certificato vaccinale andrà mostrato alla compagnia aerea al momento dell’imbarco. Con esso si dovrà poi presentare ancora un test Covid negativo effettuato entro i tre giorni precedenti alla partenza. È infine raccomandata l’effettuazione di un ulteriore test tra il terzo e il quinto giorno dall’arrivo.

Investimenti

La revoca del ban, si diceva, apre a scenari positivi per quanto riguarda Malpensa. Si sta rendendo manifesta la volontà delle compagnie di investire sulle rotte che conducono negli Stati Uniti d’America. Una volontà supportata dai primi buoni riscontri ottenuti in tema di acquisti: Delta ha registrato un boom di prenotazioni internazionali verso gli Usa (+450 per cento) nelle sei settimane successive all’annuncio della revoca del ban. La riapertura dei confini comporterà quindi investimenti consistenti in brughiera. In primavera La Compagnie avvierà un volo all business per Newark, con quattro flussi settimanali.

A maggio sarà poi Delta a dare il via a una seconda connessione giornaliera per New York e ne avvierà una per Atlanta (meta mancante dal 2019). United dal 6 maggio al 16 settembre opererà invece un volo al giorno per Chicago (un collegamento diretto con lo O’Hare International Airport mancava addirittura dal 2008).

Se le stime dicono che solo nel 2024 si ritornerà ai livelli pre-Covid di traffico, si creano intanto le premesse per un ripristino delle rotte intercontinentali: e Malpensa vede finalmente la chance di rilanciarsi come hub internazionale, proseguendo nella lenta ma costante ripresa.