Malpensa – Inquinano più le auto degli aerei

La Prealpina - 28/10/2020

 I livelli di inquinamento sono diminuiti durante il lockdown. Anche nell’area di Malpensa ma, a dispetto delle aspettative e delle ipotesi, questa diminuzione è più evidente lungo le strade più trafficate che nell’area dell’aeroporto.

Traffico veicolare

Durante il lockdown, legato all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, Arpa Milano ha condotto una serie di analisi e raffronti per valutare la qualità dell’aria. E, come riportato in un passaggio della relazione finale presentata dal direttore generale di Arpa Lombardia Fabio Carella e il presidente dell’Agenzia ambientale Stefano Cecchin, ad influire sui livelli di inquinanti presenti nell’aria più che il trasporto aereo è il traffico. «Nonostante le emissioni aeree ed aeroportuali nel loro insieme – a scala regionale o di bacino – possano non essere trascurabili», si legge in un passaggio conclusivo delle relazione, «in particolare per gli ossidi di azoto, il loro impatto a livello locale per gli inquinanti normati non si distingue dall’impatto di tutte le altre fonti presenti». In altre parole, l’assenza dei voli ha determinato a livello locale effetti «meno pronunciati o comunque non distinguibili», se paragonati a quelli determinati dalla riduzione di altre sorgenti, in primo luogo del traffico veicolare.

I dettagli del report

La relazione che è stata inviata ai comuni che fanno parte del Cuv (Somma Lombardo, Casorate Sempione, Cardano al Campo, Samarate, Ferno, Golasecca, Lonate Pozzolo, Vizzola Ticino e Arsago Seprio) e all’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, si è concentrata sull’andamento dei dati rilevati alla stazione di Ferno, la più vicina allo scalo aeroportuale, con le misure effettuate nelle altre stazioni che compongono la rete di rilevamento della qualità dell’aria presente nelle province di Milano e Varese. Sotto la lente d’ingrandimento dell’agenzia sono finite le concentrazioni di NO2, PM10 e ozono rilevate nella stazione di Ferno, durante il periodo di lockdown, che poi sono state messe a confronto con i dati misurati nel mese di gennaio e febbraio 2020 e poi raffrontati con i valori registrati negli stessi periodi negli anni precedenti. Il risultato? «Le concentrazioni di ossidi di azoto sono diminuite significativamente a Ferno sia rispetto ai mesi di gennaio e febbraio sia rispetto alle concentrazioni misurate negli stessi mesi del 2019 – si legge nel report – in questo caso in relazione innanzitutto ad una generalizzata diminuzione delle emissioni inquinanti nel bacino padano».

Ferno Vs Milano

Proprio per capire il reale impatto che i voli in arrivo e in partenza da Malpensa, cargo compresi, hanno sulla qualità dell’aria del territorio, Arpa ha fatto un confronto tra la centralina di Ferno e quelle di Milano e nel territorio delle due provincie (Milano e Varese). E l’analisi non non ha rilevato «differenze significative» tra gli andamenti degli inquinanti dell’area e, più in generale, come si legge nel report, «gli effetti maggiori del lockdown non sono però stati rilevati a Ferno, ma in altre stazioni, in particolare quelle stazioni da traffico poste in prossimità di strade normalmente interessate da intenso transito veicolare».

 

Lockdown – Riduzione del 90% del rumore

Durante il lockdown il rumore intorno a Malpensa è diminuito del 90%. Lo ha confermato Arpa Piemonte dopo aver analizzato i dati registrati dalle centraline di rilevamento osizinate a Castelletto Ticino, Pombia e Varallo Pombia. Il periodo di osservazione relativo alla diminuzione dei movimenti aeroportuali è tutto il mese di marzo 2020, suddiviso in due sottoperiodi. Il primo, dal primo al 14 marzo, caratterizzato dalla chiusura delle scuole e da una prescrizione generale di rimanere il più possibile in casa; il secondo, a partire dal 15 marzo, caratterizzato anche dal blocco degli spostamenti e dalla chiusura di attività produttive ritenute «non necessarie».

Secondo l’agenzia, nella prima metà di marzo 2020, rispetto a marzo 2019, il numero medio di sorvoli giornalieri rilevati nei punti più esposti è passato da 56 a 33, e nella seconda metà del mese è diminuito ulteriormente arrivando a 6. «In termini di livelli sonori medi indotti dagli aeromobili nel periodo diurno (06-22) – afferma Arpa Piemonte – si è registrata una diminuzione significativa e variabile a seconda dei punti di misura, da 4 a 7 decibel nella prima parte di marzo e da 7 a 15 decibel nella seconda parte del mese. Il livello di rumore in decibel è un parametro di tipo logaritmico: una riduzione di 3 decibel equivale ad un dimezzamento della potenza sonora mentre una diminuzione di 10 decibel corrisponde ad una riduzione del 90%». Una questione, quella del rumore generato dallo scalo aeroportuale e della relativa misurazione, che da sempre è al centro delle richieste del Cuv (Consorzio Urbanistico Volontario) e dei comitati che da anni si battono per uno sviluppo più sostenibile di Malpensa.