Malpensa in volo supera i 19 milioni

La Prealpina - 10/01/2017

Parlano i numeri. Anzi, parla un numero solo: 19.311.565. Sono i passeggeri transitati da Malpensa dal primo gennaio al 31 dicembre appena trascorso, con una crescita del 4,7 per cento rispetto al 2015. E’ il nuovo record dal 2007, l’anno del dehubbing di Alitalia e del successivo crollo di passeggeri, passati da 24 milioni a 17 praticamente dalla sera alla mattina, mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’aeroporto. Altri tempi.

Merito di un trend di crescita del traffico ininterrotto oramai da più di diciannove mesi consecutivi, il cui reale valore ha avuto modo di emergere proprio a novembre (+11,4 per cento) e a dicembre, un mese che ha viaggiato per le prime tre settimane oltre quota 20 per cento salvo poi assestarsi a un comunque eccezionale +19,1. Sea, società di gestione dello scalo, sottolinea che il merito è da attribuire al numero delle destinazioni servite che si è ampliato nel 2015, sulla spinta di Expo, salvo poi continuare a crescere nell’anno successivo. L’onda lunga dell’Esposizione universale porta oggi ad avere un aeroporto in cui operano ben 100 compagnie aeree differenti, (82 vettori passeggeri e 18 all cargo), servendo 185 destinazioni, di cui 68 intercontinentali. Malpensa ha dunque chiuso il 2016 ben oltre il 3 per cento annuo di crescita, l’obiettivo minimo per rispettare le previsioni di traffico contenute nella bozza del nuovo Masterplan. Il segreto è il giusto connubio tra le prestigiose compagnie intercontinentali e le low cost, che alimentano invece il corto e medio raggio. Nella prima categoria non manca nessuna tra le livree più blasonate nel panorama mondiale, da American Airlines a Emirates fino a Cathay Pacific, Qatar Airways, Saudi Arabian Airlines, Thai e molte altre ancora. Se è vero che il 2016 non ha portato a una grande crescita nel ventaglio di destinazioni offerte, è altrettanto evidente quanto sia invece servito per consolidare il network esistente, tanto che oggi il traffico intercontinentale ha superato il picco registrato dieci anni fa, quando Malpensa era ancora un hub.

Nel 2007 raggiunse quota 5,2 milioni di passeggeri, a fronte dei 23,7 complessivi, nel 2016 sono stati 5,3 sui 19,3, dunque 100mila in più a fronte di un aeroporto più “piccolo” rispetto al passato. Ad alimentare i voli a lungo raggio contribuisce senza dubbio anche il settore low cost, ormai una realtà preponderante nonostante qualche anno fa sarebbe stato impensabile vedere i passeggeri a basso costo muoversi in brughiera. Il mondo dell’aviazione è cambiato e Malpensa è stata in grado di adeguarsi ai tempi. EasyJet, che ha monopolizzato il T2, vale oggi più di 7 milioni di passeggeri annui, Ryanair è arrivata soltanto un anno fa ma sfiora già quota un milione. E poi ci sono le altre sorelle minori, come Vueling, Wizz Air o Flybe, con significative quote di mercato.

Non bisogna infine dimenticare la Cargo City, dove i numeri sono in crescita da quattro anni e con statistiche da capogiro. Il 2016 non ha fatto eccezione, con 549.415 tonnellate di merci movimentate, pari un balzo in avanti del 7,2 rispetto al 2016. A corollario c’è un dicembre destinato a rimanere negli annali (+18,4 per cento) che ha trainato la crescita fino a siglare il record di sempre.