Malpensa – In ansia 11.447 lavoratori varesini La riduzione dei voli si fa pesante

La Prealpina - 14/04/2020

-Quanto pesa la riduzione dell’attività
aeroportuale sul territorio?
O meglio, quanto misura lo
spessore economico di
Malpensa del quale beneficiano cittadine e paesi che
le stanno intorno? Un numero risponde a entrambe
le domande: sono 4.235 i
residenti nei nove Comuni
del Consorzio urbanistico
volontario (Somma Lombardo, Lonate Pozzolo,
Ferno, Samarate, Cardano
al Campo, Besnate, Casorate Sempione, Golasecca
e Vizzola Ticino) che lavorano al Terminal 1, al Terminal 2 e alla Cargo City.
Hanno uno dei 21mila tesserini rilasciati da Sea, la
società di gestione aeroportuale, e hanno un’occu –
pazione fissa nel perimetro
interno dello scalo. Sicché,
sono migliaia le famiglie
che traggono un reddito diretto dalla città del volo.
L’azienda più grande non
soltanto in provincia di Varese, bensì in Lombardia.
Senza parlare di indotto.
Il dato emerge dai numeri
relativi alla distribuzione
territoriale dell’occupazio –
ne a Malpensa a fine 2019.
Appunto 21mila lavoratori. Di questi il 79 per cento,
cioè 16.590 persone, risiede in Lombardia. Mentre il
7 per cento (1.470) vive
nella provincia di Novara e
il 14 per cento (2.940) in altri posti. Ebbene, della fetta
lombarda di occupati il 69
per cento, che corrisponde
a 11.447 effettivi, abita nel
Varesotto. Sottraendo il 37
per cento a quest’ultima
quota si ottengono i 4.235
che provengono dai nove
Comuni che circondano
l’aeroporto.
Va da sé che, sebbene a
queste latitudini il dibattito
sul rapporto tra Malpensa e
popolazione circostante
sia in continua evoluzione
tra alti e bassi, la chiusura
obbligata del T1 con la
conseguente precipitazione dell’operatività è un macigno caduto sul territorio.
Però, ciò rientra nelle conseguenze nefaste sotto il
profilo economico-sociale
dell’emergenza sanitaria
dovuta al Covid-19 che accomunano quasi ogni realtà industriale italiana. Il
punto, semmai, è capire
quanto sarà lenta la ripresa
una volta che si tornerà a
una normalità seppure parziale. Perché soltanto quattro mesi fa Malpensa registrava una chiusura di esercizio che addirittura surclassava i migliori risultati
da prima del dehubbing: 28
milioni 700mila passeggeri. Il che giustificava ampiamente i 21mila addetti e
prometteva un loro progressivo aumento.
Con ricadute vicine in grado di far bene a tutta la zona. Perché di quei 16.590
lavoratori residenti nel Varesotto parecchi sono di
Busto Arsizo, Gallarate e
Cassano Magnago. Soltanto per citare rispettivamente il secondo, il terzo e il
quinto Comune della provincia. Insomma, la misura
dello spessore economico
riversato è notevole. Al pari il peso della riduzione
imposta dal coronavirus è
enorme.