Malpensa – Il paradiso degli spotter è qui

La Prealpina - 18/02/2021

La notizia, relativa al Masterplan 2035 presentato da Sea lo scorso anno e rilanciata sul mensile di aeronautica e spazio JP4, ha avuto una certa cassa
di risonanza in rete (specialmente sulle pagine e i gruppi presenti su Facebook): a Malpensa si dovrebbero creare tre “spotting point”, postazioni panoramiche da cui sarà possibile seguire le attività aeroportuali.

Esiste infatti una nutrita schiera di appassionati (gli spotters) che amano fermarsi a osservare gli aerei, e, armati di macchine fotografiche,  eleobiettivi o smartphone, riprendere le operazioni espletate sulle piste. Un fenomeno non limitato al Varesotto, ma di portata sovranazionale: molti aeroporti (soprattutto internazionali) negli anni passati si sono dotati di aree appositamente attrezzate. Fra essi, gli scali di Barcellona, Bruxelles, Manchester e Perth (Australia).

Una passione diffusa
Oggi l’attività di osservazione e ripresa degli aerei viene svolta in alcuni punti esterni al sedime aeroportuale.
Un caso abbastanza noto riguarda l’area lungo la perimetrale Est nei pressi
del Parco di Ferno, dove da sempre tanti appassionati (ma anche semplici curiosi) si fermano o si radunano per seguire i velivoli in movimento.
Nel 2010 è nato pure un apposito gruppo, il Malpensa Spotters Group
(MSG), composto da amici con la passione comune per gli aerei e la fotografia aeronautica (aircraft spotting).
Un gruppo con l’abitudine di ritrovarsi nei weekend, non solo allo scalo
varesino: talora sono state effettuate trasferte in altre strutture aeroportuali. Il MSG è divenuto celebre per la realizzazione del calendario
dello scalo, che ritrae aerei in fase di decollo e atterraggio (l’ultimo si è
concentrato soprattutto sui velivoli del cargo).

Il Masterplan 2035
Gli spotting point sono espressamente previsti nel Masterplan 2035 di Malpensa (nel documento relativo al SIA, lo studio di impatto
ambientale). All’interno del progetto presentato da Sea (per il quale è in
corso l’istruttoria di fronte alla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente) si parla di tre aree dedicate agli spotters: uno spotting point di testa per la pista 35L, uno lungo la pista 35R e un ultimo prospiciente i piazzali di sosta degli aeromobili. L’iniziativa è volta «a razionalizzare e poter svolgere in condizioni di comfort attività
già in qualche modo presenti lungo l’attuale sedime aeroportuale e comunque sempre più diffusi in contesti internazionali».

Identità del territorio
Si creeranno anche servizi a supporto (quali spazi didattici e servizi ristorativi). Il fine ultimo, la creazione di punti visivi e di riscontro
sociale, con la valorizzazione degli elementi identitari del territorio. Previsioni, quelle in esame, per lo più snobbate a livello di stampa rispetto ad altre del piano: eppure, a loro modo storiche, dal momento che nel Bel Paese nessun gestore aveva mai esplicitamente menzionato nei propri
programmi infrastrutturali gli spotting point.