Malpensa-Futuro pronti all’imbarco

La Prealpina - 28/09/2021

«Tutto il mondo ha sofferto, il nostro settore di più». Parola di Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, padrone di casa in occasione dell’assemblea di Univa nell’hangar dell’aeroporto. Un allestimento d’impatto per un appuntamento che mette lo scalo della brughiera al centro, tanto che il presidente degli industriali varesini Roberto Grassi chiude il suo intervento con un auspicio: «Siamo pronti a far tornare a volare Varese. Il volo Malpensa-Futuro è pronto all’imbarco. Le nostre imprese sono già a bordo». Un linguaggio figurato per un discorso di estrema concretezza. «Siamo molto grati della vostra forte testimonianza di vicinanza verso di noi», dice di rimando Brunini. L’anno scorso si stava avvicinando l’inverno più duro del trasporto aereo. Non deve essere ancora così. «Speriamo di non tornare ai brutti numeri di allora e di rimanere attorno a questo -40% che è lontano dalla normalità ma è un dato di miglioramento rispetto all’ultimo anno e mezzo». Nessuno si sbilancia, pure l’amministratore delegato si dichiara «cautamente ottimista» e guarda con fiducia a novembre quando il flusso dagli Stati Uniti non sarà più unidirezionale e «zoppo» e ciò potrà generare, oltre che turismo, «importanti sviluppi per gli scambi economici».

Dall’assemblea, dunque, arriva una lezione di straordinaria determinazione e Brunini non può mancare di mettere in evidenza i segnali positivi pur in un periodo durissimo come quello dell’ultimo anno e mezzo: «Il settore cargo sta andando benissimo ed è quasi in saturazione, guadagnando il 30-40 per cento in questi mesi». Dunque la crescita non va fermata ma ha bisogno di essere accompagnata, chiedendo ai governi di agire «con la carota e non con il bastone», ovvero promuovere la sostenibilità (altro punto forte su cui sta insistendo Sea nella logica del ministero dell’Innovazione) e non prevedere «interventi che comprimano la domanda». Ma ci si può fidare della politica? Mmmh.

Malpensa è lì a dimostrare quando la politica sia «mutevole» (lo indica lo stesso presidente Grassi). Senza voler scomodare l’eterno dualismo con Linate, questi ultimi vent’anni hanno insegnato che lo scalo della brughiera è trattato alla stregua di un parente povero rispetto alle logiche romane o, peggio ancora, un’infrastruttura da ostacolare, invece che aiutare. Invece l’aeroporto è il cuore pulsante di un Nord che vorrebbe riprendere a volare. Qui sono impiegati 40mila lavoratori (non bisogna dimenticarlo) tra diretti e indotto che attendono risposte chiare dopo il messaggio forte degli industriali. Volere è volare.