Malpensa fa boom Europa al suo fianco

La Prealpina - 19/12/2018

Essere pronti appena esce il bando

Il futuro di Malpensa può passare dall’Europa. Di questo è convinto l’onorevole di Forza Italia Massimiliano Salini. Lui che è stato parte attiva nell’inserire il finanziamento della linea Luino-Gallarate nel quadro degli impegni Ue, ora traccia la linea da seguire per far sì che l’aeroporto della brughiera sappia pensare in grande. Ma attenzione a non prendere la direzione sbagliata. «In Europa è facile perdersi – esordisce – per questo bisogna saper individuare il filone di finanziamento corretto per non perdere tempo. Il rischio tragico è di puntare il bersaglio sbagliato, passando anni a prendere in giro i cittadini. Invece, si possono ottenere risultati concreti al minor costo possibile». Il discorso vale soprattutto per Malpensa perché «dei 38 aeroporti principali a livello europeo, 11 sono italiani ed è chiaro che lo scalo lombardo abbia un ruolo di primo piano». In più, per questi aeroporti, «c’è un’attenzione particolare in tema di reti di collegamento». Il finanziamento per la Gallarate-Luino dimostra che è stato fatto «un piccolo upgrade», ma «è il contesto generale che deve diventare strategico». Questa è la grande sfida della politica, finora piuttosto sorda a raccogliere i richiami dello sviluppo, più indaffarata a portare avanti le battaglie di corto respiro che penalizzano il territorio. «Alzare il livello di strategicità delle strutture di riferimento – spiega Salini – fa sì che si creino i presupposti per il sostegno da parte di tutti gli enti, a cominciare da quelli europei».

L’altro punto forte è quello di «avere i progetti». In poche parole «bisogna essere pronti appena esce il bando». Discorso che calza a pennello per il collegamento ferroviario T2-Malpensa. Intervento sul quale Salini è «favorevole» a un patto: «Bisogna collocarlo in un quadro di progettualità complessiva. Non bisogna fare un pezzetto alla volta. Non si può rivendicare il finanziamento a piccole dosi. Diventa indispensabile la programmazione generale». Tutto questo rientra nel discorso fatto all’inizio sulla strategicità e prende le mosse dagli attuali dati di sviluppo di Malpensa: «Sono numeri – afferma il parlamentare del Partito popolare europeo – che documentano la risposta a una domanda esistente. In Italia sono stati realizzati aeroporti che danno risposte a domande che non ci sono. Non è il caso di Malpensa».

A poco, quindi, servono le battaglie per fermare lo scalo che sta in provincia di Varese ma viene gestito da Milano. E non ha senso, secondo Salini, combattere contro la ferrovia in una zona che «ha bisogno come il pane di infrastrutture alternative al trasporto su gomma perché rientrano in una strategia ambientale vera. Ma io sono sicuro che prevarrà il buon senso. Lo dico da lombardo del sud, visto che sono di Cremona, ma profondamente convinto che è nell’area nord occidentale che si gioca il futuro dei trasporti della nostra regione e pure dell’Italia».

Salini è in commissione europea dei trasporti. Da qui allo snodo elettorale che si avvicina, proverà a giocare fino in fondo la partita di Malpensa, uno scalo che «potrebbe essere ben più grande di quello che ci immaginiamo». L’Europa l’ha capito, l’Italia un po’ meno, anche alla luce di un sistema aeroportuale schizofrenico, sul quale il rappresentante di Forza Italia invita a «non creare dialettiche distorte con Linate e con Orio al Serio». Entrambi sono scali importanti, ma la sfida vera è a Malpensa. E nei prossimi anni si capirà perché.

Lo sviluppo dei trasporti farà bene al turismo e alla crescita delle imprese

L’aeroporto come sinonimo di sviluppo e di posti di lavoro. Questo è l’assioma della parlamentare europea del Pd Isabella De Monte. «Bisogna partire da un presupposto: la mobilità è alla base della crescita e dell’occupazione. Partendo da questo pensiero la scorsa settimana in Parlamento europeo abbiamo votato la programmazione per gli anni 2021-27 del Meccanismo per Collegare l’Europa (CEF), chiedendo 6 miliardi in più rispetto a quanto messo sul piatto dalla commissione europea. Questi fondi saranno destinati a completare la rete TEN-T». Malpensa non può stare fuori da questo meccanismo. «Ovviamente, gli aeroporti – conferma De Monte – rimangono tra le priorità di finanziamento, sia come connessione alle città che di sviluppo del territorio. Come sappiamo l’aeroporto di Malpensa è stato tra i progetti prioritari della rete TEN-T, che ne ha sovvenzionato lo sviluppo. Il progetto prioritario è stato completato nel 2001, ma lo sviluppo di Malpensa sta continuando con, ad esempio, il miglioramento dei link ferroviari e stradali al fine di allargare la sua utenza. Infatti, data la sua posizione strategica, esso richiama passeggeri non solo dal Nord Italia ma anche dalla Svizzera». È qui che l’Europa può intervenire. «Molti finanziamenti futuri saranno focalizzati per meglio collegare l’aeroporto alle maggiori città, sia tramite treno che attraverso la strada. Tutto ciò andrà a beneficio non solo del settore in sé, ma anche allo sviluppo turistico del nord ovest dell’Italia. Esso infatti è volano di crescita. Inoltre incentiverà l’intermodalità tra differenti modi di trasporto e incoraggerà l’utilizzo della ferrovia rispetto alla strada influendo positivamente anche sull’abbassamento delle emissioni».

Questi gli obiettivi da raggiungere. E intanto? «Ciò che resta importante è di avere un quadro prevedibile per gli Stati membri che potranno presentare call mature e progetti in grado di essere accettati». Non resta che farsi avanti bussando alla porta degli organismi europei.