Malpensa – Diecimila fuori pista

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  • Ci sono due numeri che, da soli, riescono a dare l’idea di che cosa stia succedendo allo scalo di Malpensa dal punto di vista del lavoro. Il primo è diecimila: sono le persone che fino allo scorso marzo lavoravano in brughiera in tutti i comparti indispensabili per il
    funzionamento di uno scalo aereo e che ora sono coinvolti nelle
    diverse procedure di cassa integrazione. La seconda cifra è ventottomila: è il numero più alto di passeggeri transitati in aeroporto
    in questi giorni. I centomila viaggiatori giornalieri dell’anno
    scorso in questo periodo sembrano lontani anni luce. «È chiaro
    che ci vorranno anni prima di riuscire a tornare a quei numeri –
    commenta Luigi Liguori, segretario provinciale Cgil Trasporti –
    ma quello a cui stiamo assistendo sono piccoli passi che ci rincuorano. È un percorso lento e faticoso verso la normalità.
  • Certo, resta invece l’emergenza lavoro». Su questo fronte, le ripercussioni del crollo di numero di voli sono pesantissime. Oltre ai dipendenti delle compagnie aeree, a farne le spese sono, in primis, i dipendenti del gestore aeroportuale e chi si occupa dell’handling. Ma
    anche il catering è fermo, dal momento che i pasti a bordo sono garantiti sui collegamenti di lungo raggio, al momento ancora a terra. «È chiaro che in tutti i comprati abbiamo soltanto dei grossi punti interrogativi – continua Liguori – Il vero spartiacque sarà il 17 agosto, la data in cui scadrà il blocco dei licenziamenti. Ci sono ipotesi di proroga, ma bisognerà vedere se saranno previste eccezioni oppure
    no. Crediamo che ci aspetti unautunno molto pesante». Il contesto sicuramente non aiuta. Gli spostamenti per le vacanze sono
    stati ridotti notevolmente e anche i viaggi business hanno subito una forte battuta d’arresto.
    Tra l’altro, il boom dello smart working e delle riunioni on line
    non gioca a favore: discutere davanti a un computer consente alle aziende di risparmiare su biglietti, hotel e trasferte. Poche,
    dunque, le luci per le compagnie aeree. In brughiera Air Italy ha
    già messo in pista circa mille licenziamenti con la messa in liquidazione della compagnia, mentre Easyjet, capace di far
    transitare da Malpensa circa 8 milioni di passeggeri l’anno, per
    ora sta a guardare. Ma ha già annunciato, a livello europeo, una
    riduzione di voli e di personale pari al 30 per cento. Ristrutturazione che in Germania e Gran Bretagna ha già preso il via.
  • La sensazione è che, al termine della stagione estiva, le forbici potrebbero essere impiegate anche a Malpensa