Malpensa avanza, «ma attenzione»

La Prealpina - 26/04/2017

Sarà perché faceva già il sindaco negli Anni Novanta, quando posero la prima pietra del Terminal 1. Sarà perché ha ormai acquisito una tale competenza in materia da poter tenere lezione all’istituto aeronautico di Case Nuove. Sarà forse anche per una sorta di timore reverenziale, ma la voce di Claudio Montagnoli all’interno del Cuv (il Consorzio che unisce i nove Comuni intorno a Malpensa) è una voce che conta, nonostante sia primo cittadino di un piccolo paese, Arsago Seprio, sganciato dai partiti e da qualsiasi logica politica. I suoi giovani colleghi gli chiedono consigli e lo ascoltano, spesso aspettano di sapere cosa ne pensa lui prima di esprimersi. Ma lui sul Nuovo Masterplan, il Piano industriale di Sea che contiene i progetti di sviluppo e ampliamento dell’aeroporto fino al 2030, non si è ancora espresso ufficialmente. Lo farà domani sera, nella riunione (a porte chiuse) del Cuv convocata alle 18. Sta preparando da giorni l’intervento, e non sarà per nulla morbido.

«Da un anno e mezzo l’attenzione si è concentrata sull’ampliamento del sedime a sudovest, ridotto da 240 a 60 ettari. Benissimo, ma il problema di Malpensa non è l’aeroporto, l’unico vero problema di Malpensa sono gli aerei. E io a leggere le previsioni di traffico sono molto preoccupato».

Eccole. Secondo Sea, gli attuali 19 milioni di passeggeri all’anno diventeranno 23,2 nel 2020, 28 nel 2025, 32,5 nel 2030. Il cargo è destinato addirittura a raddoppiare: oggi da Malpensa transitano 500mila tonnellate di merci all’anno, diventeranno 660 nel 2020, 820 nel 2025 fino a raggiungere il milione nel 2030.

«Con 30 milioni di passeggeri e un milione di tonnellate di merci saremo noi a chiedere non soltanto la terza pista, ma anche la quarta e la quinta. Perché qui vuol dire morire. Ma ve lo ricordate com’era nel 2000? Ad Arsago non si viveva più, così come a Somma e Casorate. Stavolta non è una questione di campanile, è un problema generalizzato a tutti i Comuni a nord di Malpensa che saranno fortemente penalizzati. Altro che delocalizzare Case Nuove, qui dobbiamo scappare tutti. Facciamo bene i conti e tuteliamo la gente che vive sotto le rotte».

Le dichiarazioni di Montagnoli non hanno un tono polemico, anzi dalla sua voce traspare una certa preoccupazione. Il che probabilmente è ancora peggio. Fa sapere che racchiuderà il suo pensiero sul Nuovo Masterplan nel discorso che terrà domani sera al Cuv e poi in una lettera che manderà a Sea, società con cui i rapporti da sempre sono franchi nonostante la diversità di vedute. «Con 30 milioni di passeggeri vuole dire non vivere più», ribadisce il sindaco arsaghese. «Se poi vogliamo mettere davanti gli interessi economici alle persone allora lo si dica chiaramente. Perché parliamo spesso di inquinamento acustico, ma poi c’è tutta la partita che riguarda l’inquinamento atmosferico. Anche il raddoppio del cargo non può passare sotto silenzio. Viaggeranno di notte o di giorno? Con quali aeromobili? E il traffico su strada per movimentare le merci in transito dalla Cargo city? No, che siano 60 o 200 ettari, non è l’ampliamento dell’aeroporto il problema. Il problema sono gli aerei».