Malpensa – Apre il T2, c’è una data

La Prealpina - 25/01/2023

 Proseguono a ritmo sostenuto i lavori al Terminal 2 dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa. Anzi, negli ultimi giorni hanno subito una consistente accelerata tanto che il piazzale davanti all’area partenze è stato transennato e interdetto ai non addetti, ed è pieno di materiale edile e attrezzature pronti per terminare le migliorie e il restauro dello scalo. Sì, perché la riapertura della “vecchia” Malpensa è sempre più vicina, così vicina che ci sarebbe anche una papabile data: il 27 marzo, infatti, è indicato come il giorno in cui il T2 riprenderà la sua attività e pare anche che tornerà a essere la “casa” di easyJet.
Chiuso con lo scoppio della pandemia nel giugno del 2020 perché con il blocco del traffico aereo era sufficiente tenere attivo solo il terminal 1, della sua riapertura se ne parlava da tempo. Fino all’inizio dell’anno scorso Sea indicava il 2026 come possibile data di rimessa in opera, poi con la ripresa del traffico aereo a volumi che iniziano ad avvicinarsi a quelli che faceva lo scalo prima della pandemia, Armando Brunini, amministratore delegato della società che gestisce gli scali milanesi, aveva indicato l’estate del 2023 come probabile riapertura del T2. Nel 2019 i passeggeri da e per Malpensa furono quasi 29 milioni mentre nel 2022 sono stati circa 20 milioni: una grande ripresa se si considera che nel 2021 sono stati solo poco più di 9 milioni e mezzo. L’aveva detto anche a La Prealpina a ottobre del 2022: «Con le dovute cautele, tenendo anche conto del conflitto in Ucraina e il caro energetico, se il trend positivo che abbiamo registrato durante questo periodo estivo si consoliderà anche nei prossimi mesi, il Terminal 2 aprirà con l’estate 2023». E ora con un’ulteriore accelerata, auspicata anche da Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, la data di fine lavori è indicata proprio per il 27 marzo che coincide con l’inizio della summer, che nel sistema di definizioni usato in ambito aeroportuale indica la stagione di sei mesi che va dall’ultima domenica di marzo – giorno in cui si cambia l’ora – all’ultima domenica di ottobre (dove si fa altrettanto) e inizia la winter.
Chi partirà dal vecchio terminal lo troverà rinnovato e rinfrescato grazie a marciapiedi nuovi, pareti esterne e interne imbiancate, controsoffitti sistemati, ma non sarà irriconoscibile. Lo scalo, infatti, non è stato ricostruito da zero, ma ha subito degli interventi, che stanno procedendo alacremente come confermato da Sea. Sono di carattere tecnico, che spesso i passeggeri non notano, anche se servono a velocizzare e a rendere più sicure le procedure. Ne è un esempio la sostituzione delle vecchie macchine per lo smistamento bagagli, con strumentazioni a tomografia assiale di ultima generazione. Controllano le valigie da stiva prima che vengano caricate sui velivoli fornendo immagini dettagliate di quello che contengono. Quello che invece noteranno gli habitué sarà l’inconfondibile logo arancione della compagnia aerea britannica easyJet che con ogni probabilità riprenderà a volare dal suo unico hub italiano, dove prima del Covid aveva stanziati circa 20 aerei.

Stop alla cassa e nuove assunzioni

La prossima e vicina riapertura del Terminal 2 di Malpensa rappresenta un ulteriore ritorno alla normalità e, soprattutto, un’opportunità lavorativa: i dipendenti che sono stati messi in cassa integrazione dopo la chiusura del T2 a causa della pandemia potranno avere la possibilità di tornare a essere operativi e nuove figure professionali potranno essere assunte.

«Anche se non sarà immediato e per il ripristino totale ci vorrà del tempo, la riapertura del vecchio scalo rappresenta molto», afferma Livio Muratore, segretario generale della Filcams Cgil di Varese. «Attorno al T2 gravitavano dalle 4000 alle 6000 persone: molte sono state messe in cassa integrazione grazie agli ammortizzatori sociali, altre sono state trasferite al T1 e altre ancora hanno deciso di licenziarsi e scegliere altri tipi di occupazione. Ora per rendere operativo di nuovo il terminal 2 molte aziende che vi lavoravano dovranno assumere personale per riprendere le loro attività all’interno dello scalo; basti pensare ai ristoranti e ai bar e alle edicole che impiegavano diverso personale. Anche le boutique all’interno dell’area duty free avranno bisogno di essere gestite e questo significa avere commessi e commesse». C’è chi avrà la possibilità di passare del T1 al “neo” T2 e chi potrà essere assunto. «Sono diversi gli annunci che iniziano a essere pubblicati che cercano nuovo personale», spiega Muratore. «Noi cercheremo di vigilare e fare in modo che i contratti di assunzione e le condizioni lavorative siano adeguate alla mansione». Rispetto a molti altri paesi europei che durante la crisi pandemica, che ha colpito in modo grave il mondo dell’aviazione civile, hanno licenziato molti dipendenti aeroportuali, in Italia moltissimi lavoratori sono stati supportati e questo ora permette di ripristinare seppur lentamente le riaperture, come quella del terminal 2.