Malpensa – Adesso basta: «Roma, dacci i nostri soldi»

La Provincia Varese - 08/05/2017

«Ad Alitalia 600 milioni in poche ore, ai Comuni aeroportuali 66 milioni in meno in dodici anni». Il prestito ponte ad Alitalia è la classica goccia che fa traboccare il vaso della pazienza per il territorio in cui sorge l’aeroporto di Malpensa. «Chiunque governi, deve sapere che il territorio è pronto a reagire. Altrimenti non è mai l’ultima volta» la promessa di Marco Reguzzoni, presidente di Volandia, ormai ex leghista, promotore della manifestazione di protesta inscenata ieri di fronte alla “porta 19” del Terminal 1 di Malpensa. Diversi colori, un obiettivo Al suo fianco ci sono tre sindaci del Cuv (Somma Lombardo, Cardano al Campo e Vizzola Ticino) e qualche amministratore locale (un assessore di Samarate e uno di Bagnolo Mella, in provincia di Brescia), l’associazione pro-Malpensa “Aeroporti Lombardi”, il sindacato Confial Trasporti e alcune associazioni del territorio, oltre a Roberto Bernardelli ed Oreste Rossi di “Fare tornare grande il Nord”, la neonata associazione indipendentista vicina ad Umberto Bossi. In tutto un centinaio di persone. Poche? Non per Reguzzoni, che si dice «molto contento» per la partecipazione. «Abbiamo storie politiche differenti, ma questo è un valore aggiunto quando c’è da difendere il territorio» fa notare il sindaco di centrosinistra di Somma Lombardo Stefano Bellaria. Che annuncia «un documento unitario dei sindaci sui piani di sviluppo di Malpensa, con proposte concrete, positive e costruttive. Perché affermare che i sindaci del territorio siano contro Malpensa è sbagliatissimo: l’aeroporto è una ricchezza e il suo sviluppo deve essere sostenibile ed equilibrato». Quei 6,50 euro a passeggero… La vicenda dei soldi ad Alitalia è emblematica. «Se Alitalia non avesse abbandonato Malpensa, non sarebbe finita in queste condizioni – sostiene Luigi Bassani, segretario provinciale di Confial Trasporti – dal dehubbing, è un aeroporto con il contagocce, in cui i lavoratori hanno pagato tantissimo. Ma adesso è chi ha fatto il fenomeno comprando la compagnia che deve metterci i soldi, non i contribuenti». La sproporzione tra i 600 milioni di prestito ad una compagnia privata trovati in poche ore con i 66 milioni di arretrati della tassa d’imbarco attesi dai Comuni aeroportuali grida vendetta. «Fu una battaglia vinta, poi ci fu subito la fregatura» racconta Marco Reguzzoni. «Ma non ci prendono più in giro. Siamo qui perché ci accomuna la voglia di difendere il nostro territorio». Da anni i sindaci aspettano che lo Stato – come prevede la legge che istituì l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, una tassa arrivata a 6,50 euro su ogni passeggero – versi i 40 centesimi dovuti, tanto da intentare causa allo Stato stesso. Si tratta di somme che vanno dai tre milioni e mezzo di Somma Lombardo ai 300 mila euro di Vizzola Ticino. «Sono soldi del mio Comune, per dare dignità ai miei cittadini e al mio paese» sottolinea il sindaco di Vizzola Romano Miotti. «Il paradosso – aggiunge il sindaco di Cardano al Campo Angelo Bellora – è che con la crisi di Malpensa le difficoltà dei cittadini dei nostri Comuni sono aumentate, ma noi sindaci siamo in una morsa, perché le risorse sono sempre meno e questi 40 centesimi ci servono non per fare assistenzialismo ma per dare risposte».

 

La sfida dell’ex delfino e il forfait della Lega «Noi, qui senza permesso»

 

Marco Reguzzoni e la Lega Nord, sfida a distanza. «I partiti possono vietare ai loro militanti di manifestare, ma abbiamo dimostrato che esiste chi combatte per i propri diritti. Con buona pace dei professionisti dei partiti di ogni latitudine» afferma l’ex capogruppo alla Camera del Carroccio. Ma da Salvini & Co. l’unica risposta è l’indifferenza: «Manifestazione-flop» sostengono, senza affermarlo pubblicamente, alcuni esponenti di spicco del movimento a livello provinciale. «I partiti si sono molto arrabbiati che qualcuno abbia osato organizzare una protesta senza chiedere il loro permesso – la frecciatina di Reguzzoni nel suo intervento – ringrazio chi è qui presente nonostante possa rischiare di subire dei provvedimenti disciplinari». Totale indifferenza è stata invece la risposta della Lega Nord all’iniziativa indetta dall’ormai ex militante. Dopo che nei giorni scorsi era circolato un messaggio dalla segreteria provinciale leghista per bloccare ogni tentazione di adesione da parte di sindaci e amministratori locali del Carroccio e loro alleati, ieri al fianco dell’ex delfino di Umberto Bossi, oltre ai tre sindaci non di area e ai forzisti di Samarate Luca Macchi e Albino Montani, si sono presentati i suoi fedelissimi storici, come gli ex assessori provinciali Modesto Verderio e Roberto Borgo, l’ex sindaco di Induno Olona Carlo Crosti, lo zoccolo duro dei militanti della sezione di Busto Arsizio con l’ex segretario cittadino Giuseppe Gorini, ma anche gli ex segretari cittadini di Castellanza (Giancarlo Lovisolo) e Lonate Pozzolo (Paolo Tiziani). Un centinaio di manifestanti al massimo, un numero che fa sussurrare la parola «flop» a qualche maggiorente leghista che ha cercato di sbirciare ieri mattina per capire il livello di mobilitazione messa in piedi da Reguzzoni. Dalla Lega Nord, ufficialmente, nessun commento, anche perché l’iniziativa viene ritenuta più un tentativo dell’ex di tornare sulla scena. Così il segretario provinciale Matteo Bianchi si limita a ricordare che «la posizione della Lega sul tema Alitalia storicamente è sempre la stessa e lo è tuttora. Su prestiti ponte e aiuti di Stato non ci sentiamo». Richiamando quanto dichiarato dal segretario nazionale della Lega Lombarda Paolo Grimoldi all’indomani del prestito ponte: «Basta utilizzare i soldi dei contribuenti del Nord per salvare questo carrozzone romano che, oltre tutto, non garantisce nessun servizio pubblico per il Nord».

 

Cerutti assente giustificato: «Moralmente lì con loro»

 

«Moralmente vicino», ma assente per impegni elettorali, il sindaco di Ferno e presidente di Ancai Mauro Cerutti. «Manifestazione significativa per dare voce al territorio, c’erano i miei colleghi del Cuv a rappresentarmi». La sua assenza, inattesa, ha fatto scalpore, ma il suo caso è diverso da quelli di altri sindaci del sedime aeroportuale, legati al centrodestra, che hanno preferito non partecipare del tutto alla protesta promossa da Reguzzoni. «C’era la presentazione del simbolo della lista di cui sono il punto di riferimento e ho dovuto dare la priorità alla campagna elettorale per le amministrative di Ferno – fa sapere il sindaco Mauro Cerutti – è come se ci fossi, del resto come presidente Ancai abbiamo promosso a livello nazionale la causa contro lo Stato per rivendicare i soldi della tassa d’imbarco. Esserci poteva essere importante, ma c’erano altri miei colleghi del Cuv a rappresentarmi»