Malati Covid sul lavoroIn provincia sono 857

La Prealpina - 24/06/2020

Sono state più di 850 le denunce di infortunio sul lavoro da contagio Covid-19 inviate all’Inail dalla provincia di Varese nei primi cinque mesi dell’anno.

Che cosa dicono le 857 denunce di lavoratrici e lavoratori dal report elaborato dagli uffici statistici dell’Istituto nazionale assistenza infortuni sul lavoro? Primo, che a pagare il prezzo più alto sono state le donne: 637 contro 220 uomini, vale a dire il 72,7% del totale provinciale. Secondo, che il maggior numero di casi ha riguardato gli over 50enni: 366 in tutto, il 45,5% a livello provinciale (a seguire, con 332 denunce, la fascia di età compresa tra i 35 e i 54 anni, equivalente al 37,2%). Terzo: che fortunatamente solo tre denunce sono riferite a decessi.

Da puntualizzare anche il fatto che le le denunce di contagio sul lavoro in provincia di Varese non vanno oltre il 5,1% del totale regionale. Niente a che vedere con la città metropolitana di Milano (30,4% del totale lombardo con più di 5 mila denunce di infortunio da contagio) o le province di Brescia (15,5% con oltre 3.500 denunce) o Bergamo (13,5% con più di 2.225 denunce), tutti territori dove notoriamente il coronavirus ha inferto colpi molto più pesanti.

L’analisi delle denunce abbinate ai settori di attività economica racconta poi che i settori più colpiti in Lombardia sono stati quelli della sanità e dell’assistenza sociale. L’80,7% dei denuncianti fa infatti parte a pieno titolo dei cosiddetti eroi della prima ora della pandemia. Di questi il 43,3% sono infermieri, il 14,1% operatori socio-sanitari, il 13,1% operatori socio-assistenziali, l’11,7% medici e il 6,7% ausiliari ospedalieri, portantini e barellieri. Il 5,7% delle denunce riguarda invece lavoratori che hanno incontrato il virus operando nel settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici e alimentari), mentre il 3,3% come interinali “prestati” a svariate attività, in primis gli addetti alle pulizie, ma anche servizi di vigilanza e call center. C’è poi un 8,7%, registrato come altro, in cui rientrano i contagiati da coronavirus impegnati nella logistica (tra autotrasportatori e magazzinieri), nelle attività di alloggio e ristorazione e nel commercio. Sul fronte decessi (nella sola Lombardia ci sono stati 4 delle 10 morti denunciate) le statistiche parlano chiaro: la metà delle 94 vittime lombarde da Covid-19 sul lavoro riguardano il personale sanitario e assistenziale (medici, infermieri, operatori socio-sanitari e socio-assistenziali). Ampliando lo sguardo al dato nazionale sono state più di 49 mila le denunce di contagio sul lavoro. La Lombardia, in particolare, è la regione più colpita, con il 36% delle denunce e il 43,2% degli oltre 236 decessi (il 96% avvenuti tra marzo ed aprile e nell’82% dei casi con vittime di sesso maschile). Ancora: il 30,4% delle oltre 17.600 infezioni denunciate nel territorio lombardo riguardano Milano e la sua provincia, ma il primato negativo dei casi con esito mortale (25) è della provincia di Bergamo.