Mai più frontalieri in “ostaggio”

La Prealpina - 11/01/2017

Un monito alla Svizzera. Questo il senso della mozione (primo firmatario il consigliere varesino Luca Marsico) votata ieri all’unanimità dal Consiglio regionale. Tirata d’orecchie in seguito alla chiusura delle dogane della Confederazione, il 5 dicembre scorso, per una tentata rapina nel Canton Ticino. Provvedimento unilaterale che, per alcune ore, ha di fatto intrappolato i frontalieri italiani di ritorno dopo la giornata di lavoro, provocando loro una serie di disagi: gli svizzeri davano la caccia ai banditi. Il testo della mozione contiene l’impegno per la Giunta regionale di farsi interprete con lo Stato italiano, affinché quest’ultimo, raccolte le istanze dei frontalieri in merito all’accaduto, chieda agli svizzeri motivazioni e giustificazioni di un atto di rilevante impatto sociale. «Attraverso l’approvazione di questo atto – afferma Marsico – il Consiglio regionale ha declinato un impegno preciso che va nell’assoluta tutela degli oltre 60mila frontalieri; è necessario infatti che non si ripetano azioni unilaterali da parte della Confederazione in violazione del trattato di Schengen oltre che lesive dei diritti dei lavoratori italiani».

Per Alessandro Alfieri, segretario regionale del Partito democratico «la votazione all’unanimità della mozione si aggiunge alle azioni già messe in campo dai parlamentari varesini del Pd e dal Consiglio provinciale di Varese. Il segnale è chiaro: serve la collaborazione istituzionale tra Italia e Svizzera e non cadere nelle provocazioni e strumentalizzazioni politiche. Mi auguro che questo sia un episodio isolato; ci sono tutte le condizioni per lavorare in maniera coordinata tra le autorità elvetiche e quelle italiane per evitare che decisioni unilaterali si ripercuotano sui nostri lavoratori frontalieri».

Collaborazione auspicata anche da Francesca Brianza, assessore delegata ai rapporti con la Svizzera. «Tengo a precisare – sottolinea Brianza – che la Regione non ha le competenze, che sono in capo allo Stato, per gestire incisivamente temi di politica estera o di pubblica sicurezza, ma ci impegneremo fattivamente, interessando anche la Regio Insubrica e il Tavolo Sicurezza, che discuteranno prioritariamente la questione». Prosegue l’assessore: «La Regio Insubrica vuole continuare a essere uno strumento di stimolo, di cooperazione e di collaborazione, affinché azioni come quella messa in campo già oggi dal Centro di Cooperazione della Polizie doganali di Chiasso, possano essere sempre più puntuali e precise onde evitare che possano verificarsi di nuovo episodi così spiacevoli. Abbiamo già avuto occasione di affrontare informalmente il tema con le autorità elvetiche e non mancheremo di sollecitare sviluppi per adottare buone pratiche condivise».

Resta ora da capire come reagiranno oltreconfine all’intemerata del Pirellone.