Maestri del commercio«Siete luci nelle vetrine combatteremo per voi»

La Prealpina - 17/10/2016

Quando una luce si spegne e una saracinesca si abbassa, a diventare un po’ più buia è tutta la città. Ma c’è chi questa luce ha saputo tenerla accesa sempre, al punto da meritarsi l’Aquila d’argento, d’oro o di diamante, per esser stato nella sua “bottega” rispettivamente 25, 40 o 50 anni. Questi i prestigiosi riconoscimenti all’anzianità lavorativa consegnati ieri, al centro congressi di Ville Ponti, ai “Maestri del Commercio”, nell’ambito del tradizionale appuntamento che, con cadenza biennale, viene promosso dall’associazione provinciale “50&Più”. Che ha spento quest’anno le sue 40 candeline, ripercorrendo così una storia partita con immagini in bianco e nero, per colorarsi poi nel tempo di spunti e riflessioni che sono diventati oggi un consolidato sistema associativo e di servizi.

L’obiettivo? Potersi dire orgogliosi della propria identità, a qualsiasi età. E, come nelle parole del presidente della Camera di Commercio di VareseGiuseppe Albertini, «combattere per mantenerla sempre». Un orgoglio che il timoniere dell’ente camerale promette di difendere a spada tratta, affinché «le nostre 86mila imprese non siano accorpate ad altre», e che il sindacoDavide Galimberti rivendica come parte «dell’anima economica della nostra provincia», promettendo «l’impegno dell’amministrazione a rilanciare il settore del commercio con politiche territoriali volte a fare sistema».

Così, con un “parterre” d’eccezione che ha ospitato in prima fila il presidente del Consiglio della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, gli onorevoliMaria Chiara Gadda e Giancarlo Giorgetti, il senatore Stefano Candiani, il vicepresidente di Uniascom Varese Romeo Mazzucchelli, il presidente nazionale di “50&Più” Renato Borghi e quello provinciale Giorgio Mauri, la platea non ha dimenticato di ricordare, con un lungo e commosso applauso, l’ex presidente della Camera di Commercio di Varese Renato Scapolan.

Quindi la consegna delle onorificenze, che hanno premiato storie come quelle del settanduenne Mario Ravizzoli, a suo tempo giovane garzone in bottega di giorno e studente dei maestri milanesi del Pec nelle ore serali, prima di aprire a soli 19 anni la sua gastronomia alimentare, che profumava di gnocchi freschi e merluzzo fritto con cipolle. Oggi la “Ravizzoli Catering & Banqueting” prosegue con la stessa passione la sua attività, grazie alla figlia Michela e al generoMassimiliano. Oppure come quella di Francesco Macchi, che nei 51 anni di lavoro nel campo delle assicurazioni non ha mai smesso di considerare un «cliente come un amico», di Marilena Garzolino, che porta avanti l’attività di Ottica intrapresa nel 1946 dal padre Angelo ed è ora alla terza generazione, e di Margherita Contamesse, che dopo 40 anni trascorsi nelle cucine del ristorante “Due Lanterne” ancora non smette di stare ai fornelli. Queste sono solo alcune delle “anime” del commercio che, conclude Borghi, «meritano di essere premiate perché hanno saputo fare impresa non come scelta economica ma come bisogno, diventando così testimonianza di sacrificio, tradizione e impegno».