Maccagno «Fusione con Curiglia? Sarebbe un rilancio»

La Prealpina - 18/01/2019

E se il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca si chiamasse Maccagno con Pino, Veddasca e Curiglia? La domanda, rivolta direttamente al sindaco Fabio Passera, lo ha fatto sorridere, ma solo perché il tema della fusione con questo borgo lo aveva già affrontato qualche anno fa e l’idea non gli sarebbe affatto dispiaciuta.

Nel 2019 sia il suo paese che Curiglia con Monteviasco andranno ad elezioni e, a mezza voce, diversi politici hanno fatto filtrare la possibilità che una semplice suggestione giornalistica possa diventare realtà. Qualcuno, forse maliziosamente, dice che il rifacimento della strada Piero-Lozzo è una buona occasione per raggiungere una fusione. «Io ne sarei felice – dice il primo cittadino di Maccagno – è un territorio attiguo al nostro che anche il sindaco di Curiglia, Ambrogio Rossi, considera ancora Veddasca e non Dumentina. Ritengo che, al di là dei confini geografici o di campanile, i motivi per intraprendere la strada della fusione dei Comuni, che noi abbiamo già sperimentato, sono molti di più rispetto a quelli che la sconsiglierebbero.

Il futuro delle piccole amministrazioni è un po’ questo in un momento in cui i trasferimenti finanziari da Roma sono sempre meno, dove anche solo gestire i servizi essenziali diventa uno sforzo immane. Ripeto, ne parlammo in tempi non sospetti con molti amministratori locali e regionali e tutti vedevano nella fusione anche con Curiglia un modo non per tirare a campare ma per rimettere in piedi i propri Comuni».

Certo, l’acquisto di oggi non sarebbe proprio a costo zero, la vicenda che ha visto il blocco della funivia che da Piero conduce a Monteviasco, con i relativi problemi amministrativi, economici, e soprattutto che hanno visto la morte di una persona che operava proprio a Maccagno come agente di polizia locale, potrebbe rappresentare un ostacolo all’espansione di una “grande Maccagno”. «Non credo sia così – prosegue Passera – soprattutto non credo che la fusione debba essere fatta solo a saldo positivo, o con la volontà di unirsi solo a Comuni da cui si possono ricevere benefici. Curiglia, non lo dico io, basta parlare con gli amministratori locali, vive una situazione di isolamento che non è dovuta solo al blocco del servizio della funivia. Credo che proprio anche grazie al sostegno dei Comuni vicini si possa fare un buon lavoro per far ripartire non solo quella struttura». La fusione potrebbe diventare realtà, curigliesi permettendo come ha sottolineato Passera che, prima di approfondire il tema sui giornali, ritiene corretto incontrare di persona i politici della valle per approfondire il tema.