Ma quale ripresa? Acquisti al palo

La Prealpina - 31/08/2016

«L’Istat registra una ripresa delle vendite al dettaglio. Secondo l’Istituto di Statistica queste ultime sarebbero in aumento a giugno del +0,2% sul mese e del +0,8% sull’anno. Un dato, a nostro avviso, ancora lontano dalla realtà». Così in una nota Adusbef e Federconsumatori. «Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente – affermano le due associazioni – i consumi sono completamente fermi. Dopo la forte contrazione avvenuta dal 2012 al 2015, che ha fatto registrare una diminuzione dei consumi del 10,2% (con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 72,2 miliardi) non vi è alcun accenno alla ripresa». Una situazione «ancora molto grave» che – per Adusbef e Federconsumatori – risente della crisi del potere di acquisto delle famiglie, letteralmente dimezzato dagli effetti dello stallo economico e della mancanza di lavoro.

«Siamo di fronte ad una allarmante fase di immobilismo che, per comodità o per paura, nessuno si decide a smuovere e ad affrontare con i dovuti mezzi», affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Rimettere in moto il mercato del lavoro e rilanciare la domanda interna «sono i presupposti fondamentali per dare nuovo slancio e nuovo impulso al Paese che, ora come non mai, ne ha bisogno. È necessario creare nuova occupazione e redistribuire i redditi, in modo che le famiglie possano abbandonare la fase di rinunce e ristrettezze a cui son state costrette negli ultimi anni. In tal senso serve un piano generale di forti investimenti per lo sviluppo e per la messa in sicurezza degli edifici. A tale scopo devono essere convogliate tutte le risorse necessarie, senza disperdere neanche un euro in sconti e favori». I dati sulle vendite «confermano ancora una situazione stagnante per quanto riguarda la domanda interna, con valori che si alternano mese dopo mese intorno allo zero». Commenta così il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli.

Il quadro, aggiunge, «non è destinato a migliorare nei prossimi mesi e ci riporta ad un calo ormai strutturale dei consumi. Questi dati diventano preoccupanti se si rapportano a quelli relativi al clima di fiducia dei consumatori pubblicati ieri dall’Istat, il cui indice ad agosto è nuovamente in calo».