Luoghi meravigliosi e poco affollati Il turismo in provincia ripartirà da lì

La Prealpina - 19/05/2020

Qualche mese prima che scoppiasse la pandemia – era l’autunno 2019 – tra gli esperti di turismo cominciava ad emergere un nuovo modo di fare vacanza. Il termine inglese era, ed è, “underturism” per indicare la sua totale distanza dall’”Overtourism”, ovvero luoghi meravigliosi ma eccessivamente affollati di vacanzieri. In pratica si tratta di provare
a modificare i flussi di turisti e di indirizzarli verso luoghi meno conosciuti ma non per questo meno belli.


Oggi, che il distanziamento sociale è la regola e la folla deve essere
evitata, proprio questa nuova tendenza potrebbe diventare una arma importante per rilanciare il turismo in provincia di Varese. Ci stanno ragionando molto seriamente i vertici di Camera di Commercio, insieme alle associazioni di categoria e ai rappresentanti locali del settore. Del resto che l’emergenza economica in provincia abbia uno dei suoi nodi principali
proprio nel turismo è chiaro e lo è stato fin dai primi momenti.
«Si è capito subito che il turismo sarebbe stato messo in ginocchio – spiega Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese – e da subito abbiamo avuto chiaro che, una volta stabiliti gli interventi per aiutare le imprese sul fronte della liquidità, bisognasse subito mettersi al lavoro
per capire come far tornare i vacanzieri nelle nostre terre».

Il compito è decisamente arduo visto che il territorio prealpino, da sempre, è meta prediletta soprattutto di stranieri provenienti dall’Europa (in modo particolare tedeschi) ma anche da Stati Uniti e Cina.

Con le frontiere chiuse e gli aerei fermi in pista a Malpensa, a oggi le prenotazioni sono a zero.
«Noi ci stiamo confrontando in questi giorni per mettere a punto una strategia efficace – continua Lunghi – Quella dell’u n d e r t o u r ism, ad esempio, potrebbe essere una buona via. In provincia ci sono tanti luoghi poco conosciuti e poco frequentati che, invece, meriterebbero di essere scoperti. Poi abbiamo il vantaggio di avere un territorio che, anche dal punto di vista della natura, garantisce sicurezza. Penso ad esempio ai siti
dell’Unesco, o a Santa Caterina».

La linea guida, in ogni caso, è quella dei flussi locali.
«Dobbiamo costruire un turismo di prossimità – prosegue il presidente dell’ente varesino – . Siamo vicini a una grande città come Milano: dobbiamo essere attrattivi anche per i milanesi, che quest’anno non potranno girare troppo il mondo, ad esempio. Dobbiamo costruire un’estate italiana che valorizzi anche le gite fuori porta, con la molteplicità di mete
che che noi possiamo offrire».
I tempi sono stretti, ovviamente, perchè alla riapertura dei viaggi tra regioni, ipotizzata per il 3 giugno, bisogna farsi trovare pronti.
Ecco perchè, proprio in questi giorni, le riunioni e i confronti via web si susseguono a ritmo serrato. Il pacchetto turistico varesino sta per essere confezionato e dentro, ci saranno occasioni di far vacanza in modi completamente nuovi.