Luino ospita il tavolo della “pace” sui frontalieri

È stato l’accordo tra l’Italia e la Svizzera, sull’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri, l’argomento dell’importante convegno che si è svolto a Luino ieri e l’altro ieri; si tratta di un appuntamento annuale che per la prima volta è stato organizzato nella città luinese. Mercoledì si è svolta la parte più politica, mentre ieri quella più tecnica, dove si sono confrontate, in un incontro bilaterale, la delegazione italiana e quella elvetica; una riunione prevista dall’accordo italo svizzero del 1974 sull’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri italiani e sulla relativa compensazione a favore dei Comuni italiani di confine. «I lavori – riferisce una nota – si sono svolti in un clima di cordiale amicizia e fattiva collaborazione ed hanno permesso di verificare l’importanza per le zone frontaliere dell’accordo in questione e rilevare nel contempo il contributo dei lavoratori frontalieri italiani all’economia svizzera». Le cifre La delegazione italiana ha comunicato che l’importo della compensazione finanziaria sulle remunerazioni dei frontalieri per il 2016 ammonta a più di 80 milioni di franchi, di cui è già stato effettuato il relativo versamento. La parte italiana ha fornito anche i dati statistici relativi al numero dei frontalieri italiani che operano nei cantoni interessati dall’accordo, per un totale di 60.770 lavoratori. La giornata di mercoledì è stata dedicata all’accoglienza delle delegazioni a Luino, con l’assessore regionale varesino Francesca Brianza, che ha la delega ai Rapporti con la Confederazione Elvetica, a fare gli onori di casa; tutti i partecipanti hanno potuto apprezzare le bellezze uniche che la città offre. «Abbiamo desiderato mostrarvi i luoghi incantevoli che abitiamo – ha detto la Brianza – è importante che questa riunione si svolga a Luino, uno dei Comuni interessati dalla riunione; abbiamo però una certa preoccupazione per il nuovo accordo fiscale Italia – Svizzera e all’impatto significativo per i nostri territori per cui richiedo attenzione massima. Voglio farmi portavoce dei lavoratori frontalieri e dei Comuni di confine, perché dei confini vogliamo fare un punto di unione e non di divisione». Una sede significativa Ad accogliere le delegazioni anche il vicesindaco di Luino Alessandro Casali, gli assessori Alessandra Miglio e Caterina Franzetti e la consigliera Laura Frulli; presente anche Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’associazione dei Comuni di frontiera. «Ringrazio Regione Lombardia per aver scelto la nostra città quale sede per questo incontro importante – ha dichiarato Casali – dopo aver scelto luoghi prestigiosi come la svizzera Zermatt, ci riempie d’orgoglio ospitare questo incontro che unisce personalità importanti provenienti dalla Confederazione elvetica e da altre terre di confine»