Luino – Il Tar sul rumore dei treni Fra due giorni la decisione

C’è attesa questa settimana per i cittadini che abitano lungo la sponda del Verbano, in relazione all’udienza fissata per il prossimo 5 giugno dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio su richiesta di un cittadino di Castelveccana: questi ha chiamato in giudizio Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ed il ministero dell’Ambiente. Alla causa dell’abitante del Lago Maggiore si è unito anche il Comune di Castelveccana; le motivazioni sono note, riguardano infatti il rumore dovuto all’aumento del passaggio dei treni merci – più lunghi e più pesanti – lungo tutta la tratta del Lago Maggiore. Come si ricorderà, è la prima volta che un residente e un Comune sulla linea chiami le autorità a rispondere per la mancanza di “interventi di contenimento e abbattimento del rumore ai sensi del decreto ministeriale del 29/11/2000”, come si legge nella delibera di Giunta del Municipio di Castelveccana che ufficialmente affida l’incarico ad un legale per essere rappresentato a Roma. Non è facile prevedere cosa accadrà ma la notizia ha creato scalpore sul Verbano che è attraversato da questi treni in maniera sempre maggiore, e in molti si chiedono perché altri Comuni non seguano l’esempio che sta portando avanti il sindaco neoeletto Luciano Pezza.

Pezza non è nuovo a battaglie civili per vedere riconosciuti quelli che lui ritiene siano diritti della popolazione, a cominciare dalla posa di speciali barriere foniche che da diversi anni sono contenute nelle corrispondenze tra il gestore della linea e, appunto, le Amministrazioni interessate. Sicurezza, meno rumore, più treni per i passeggeri: sono queste in sintesi le battaglie portate avanti prima di tutto tra i cittadini che sperano in una decisione se non a loro favorevole, quanto meno che obblighi chi ne ha responsabilità ad attuare le misure idonee. Almeno due comitati sono in attesa di sapere cosa accadrà il 5 giugno al TAR del Lazio: desiderano capire meglio come si pone Regione Lombardia in questo contenzioso civico, se scenderà accanto ai cittadini o se – dice qualcuno a Luino – manterrà un atteggiamento neutrale. L’udienza non è certo indicativa per quanto avverrà a breve sulla linea ma sono in tanti in questi giorni a ripetere che potrà fare da spartiacque, dimostrare chi tra gli amministratori ha voglia di impegnarsi e chi no su questo fronte.

Voci, queste, che arrivano anche dai cittadini di Ispra e dei territori vicini, che si confrontano con il medesimo problema. Arriva intanto dalla Svizzera, da Zurigo, il record di traffico passeggeri nel primo trimestre, cifre che sorprendentemente vanno di pari passo con quello merci. La ragione è l’offerta ampliata dopo il cambiamento di orario, in dicembre, ma anche la necessità sulle spinte “verdi” per il clima di incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Complessivamente, tra merci e persone, nei primi tre mesi sono stati venduti 49,51 milioni di chilometri di tracce orarie. «Possibile – dicono a Luino i pendolari arrabbiati – che questa linea non possa avere una sua dignità anche per i passeggeri? Possibile che per raggiungere la città che vuole diventare grande nella sua vocazione turistica si debba per forza venire e partire in auto?» La sensazione è che la sentenza di Roma, al di fuori del valore giuridico, innescherà una serie di reazioni che interesseranno da vicino la politica locale del Verbano che da anni non trova soluzioni a quanto dicevamo.